Racconti di Fiume
EX ESTATE
L'estate è proprio andata via: me lo dicono le mele cotogne e i melograni della Cicogna Rampana.
D’AUTUNNO SULL’ACQUA
L’autunno sul fiume scivola rosso Senti, io sono pronto...
GIÒ
E poi guarda l’Oglio. Quello non è suo. Scorre veloce e non può fermarlo.
ACQUA
Acqua? Vita...
COSE DI ROSTA
Ma la vera signora di questo fondale è la biscia d'acqua: sinuosa, elegante discreta e silenziosa. In queste giornate di fine estate appare e scompare con gran velocità.
IL SEGRETO DELLE CONCHIGLIE DEI PRATI
‘Io non le ho mai viste’ ‘Certo, iè nel fanch, sa fa fadiga a idìle’. Sono nel fango, si fa fatica a vederle. ‘E come si prendono? Con le mani?’
IL FIUME DELLE PRIME VOLTE
In una casa sulla riva al fiume, dove abitava, ci accolse la nostra giovanissima insegnante di matematica del liceo, aveva pochi anni più dei nostri, qualche giorno prima dell’esame di maturità. Ricordo il fiume che vedevo scorrere dalla finestra, ricordo l’estrema dolcezza con la quale lei ci voleva rassicurare, ricordo la nostra immensa paura.
UN GIORNO DI CALDOFREDDO PALAZZOLESE
Il freddo palazzolese è pungente. Punge la pelle ripetutamente e la mente continua a ripetere la stessa cosa quasi in un loop interminabile. “Ma quando arriverà il caldo?”.
OGNI NOSTALGIA È UN RITORNO
Dal ponte vedo la curva dei monti sullo sfondo. Sono ancora uguali. Intatti. Come se un misterioso Dio li avesse custoditi. Cento passi ancora sulle traversine e scorgo il fiume. Il mio fiume.
SGUARDO DA EST
Una volta alla settimana lo guardavo bene in faccia, quando si prendeva l'auto e si andava verso Mura per andare a trovare i nonni.
ECCOTI
Tra le tue braccia mi affido a te senza timori.
MATITA
Che cosa può disegnare una matita nel cielo?
BREVE STORIA DI JOHNNY-FISHEYE E DI UNA STELLA MARINA
La Stella Marina pensava fossi di qui e si è messa a ridere alquanto sorpresa quando le ho detto che non abito nel mare ma vivo in un fiume. Mi fa: "Sono rari i pesci come te." Poi c'è stata una pausa di circa 20 secondi. Lunghissimi.
#MEMENTO
A volte le cose grandi...
17 AGOSTO, DIARIO DI VIAGGIO
E' grato il fiume di questo ruolo di messaggero che la figlia amata le ha affidato, un gesto nobile dal sapore antico che rinnova la sua fiducia in lui, la ringrazia, scompigliandole i ricci con una leggera brezza, una lieve carezza di padre affettuoso.
LA STRADA VERSO IL FIUME
Al Piccolo Ponte bisogna lasciare il mezzo e proseguire a piedi. La Strada si fa di Pietra, Due Guardiani con Rami Alti accolgono chi arriva e difendono L'ultimo presidio
AMENITÀ
Vivo attualmente in un ameno e quieto paesello attraversato da un fiume indifferente ma io...
GIOCHI, RIFLESSI E COLORI
Il cielo si confonde con le sue acque, Il verde si dilata nel suo scorrere Che pare immobile
A CIVIDATE AL PIANO
Qui l'Oglio pare più grande, più lento, più blu. Di là ci vedi il verde brillante dei campi dei cascinali di una immensa pianura bresciana.
IL GIORNO CHE SONO DIVENTATO GRANDE
Ah, c’erano anche gli ami. Piccolissimi, che non riuscivo a capire come faceva lo zio Aldo a farci dei nodi. E i piombi? Piombini piccolissimi, col buco in mezzo, e anche grossi, cosa avrei dato per averli. A cosa servono?
PESCI VOLANTI
Da bambina osservavo incantata le carpe sul fondale del fiume, immaginando di volare come loro senza sbatter le ali, fluttuando liberamente e comodamente nell'acqua tiepida alla ricerca di sassolini colorati. Da sempre mi sono fatta l'idea che lo stato liquido sia più confortevole di quello solido o gassoso. Liquido è il latte caldo, un sorso d'acqua fresca, un bagno rilassante o il siero amniotico da cui proveniamo e, rispetto agli altri stati, quello liquido è indubbiamente più accogliente
AL CAMPO
Il sabato pomeriggio, mentre i canoisti pagaiano instancabilmente dalla Rosta fino alla Centrale e alcuni pescatori fanno a gara con i pesci, qui è tutto un brulicare di attività.
AZZURRITÀ
[…]
SENTIRE
[…]
IL PONTE DI ENZA
Quando attraversi il ponte romano non puoi che fermarti e guardare. Magari cammini distratta, presa da mille pensieri sfuggenti, intenta soltanto ad allineare i tuoi passi. Ma da quel ponte il fiume lo senti addosso.
DUE PASSI IN LOCALITÀ FOSIO
Dalla diga, il fiume prende definitivamente forma e lo vedi scivolare sinuoso fra i boschi di lecci, carpini, platani, pioppi e robinie.
PUMENENGO METALCORE
Non c’è nessuno in giro, tranne un tipo lì davanti ad una porta che mi guarda stranito, lo saluto, mi saluta. Sono curioso. “Mi chiamo Alberto, sì, sono di Pumenengo” “Che ci fai qui in castello, ci abiti?”
A TORRE PALLAVICINA (PRIMA PARTE)
Per fare Torre Pallavicina ci vuole: una torre, un castello, una siepe, un palazzo, tre case, un fossato, filari di pioppi, una gazza ladra e mazzi di iris in fiore. Una torre, un castello, un palazzo una siepe ed un tizio sul cassone di un furgone… intento a potare.
L’OGLIO DENTRO
C’è un orario ideale per godersi il fiume. Secondo me le 17:00. Il caldo non è più così tenace. I colori dell’acqua sono al massimo dell’espressione e la luce riflessa è decisamente più sostenibile agli occhi. Continuo il mio percorso verso l’acqua.
IL SEGRETO DI PADERNELLO
Il castello di Padernello si erge placido e la sua mole di mattoncini rossi emana al tramonto una luce calda e accogliente. L’architettura pare integra e ben conservata: con il fossato colmo di acqua verdognola, le rane che gracidano, le torri angolari e il rivellino col ponte levatoio all’ingresso.
SONO UN UOMO DI MONTAGNA
Qualche volta si fermano a parlare. Le piace qui? Me lo chiedono con la fierezza di chi sa la risposta senza bisogno di sentirla. Mi raccontano di quando era tutto pulito lì intorno. E c’erano viti ovunque e campi di frumento o segale o orzo. E si viveva bene di poco.
IL MIO FIUME
Lo si intravede camminando lungo un sentiero e attraverso i rami di alberi dall'altissimo fusto avvolti nell'edera, sotto i quali crescono spontanei delicati fiori e bacche di diversi colori. Ci sono ancora dei cespugli di more e qualcuno lungo quel sentiero porta a spasso i suoi cani.
SOSPESA
Col batticuore e le mani sudate e ben strette alle funi, mi sdraiavo a pancia in giù sulle assi di legno e con il naso infilato tra le fessure fissavo per qualche minuto sotto di me la superficie verde scintillare al sole.
GIUSEPPINA: PICCIONI E PICCIONCINI
Quando avevo 13 anni i Prati d'Oglio, diventarono il teatro di alcuni "incontri segreti" delle mie compagne di scuola che ci andavano munite di mangiadischi per incontrare dei ragazzi, nostri coetanei e a loro volta compagni di scuola. Io non ci andavo perchè ero di Cividino, forse per questo non ero invitata anche se frequentavo le medie a Palazzolo.
COSE PICCOLE
Il ritrovamento che più mi ha affascinato è stato quello del ditale: un vecchio ditale sfondato e arrugginito. Di misura molto piccola, forse indossato da una ragazza, magari nei primi anni del 1900, che in riva al fiume si sarà preparata la dote e avrà ricamato lenzuola, federe, salviette e camicie da notte.
IO NON HO PIÙ PAURA
Lasciarsi andare nel vuoto, fendere l'acqua, scendere giù, nel profondo, è stato bellissimo, mi dice. Per la prima volta ha visto il fiume da dentro e se ne è sentito parte. Da allora non ha avuto più paura.
ATTIMI
Viviamo pescando attimi
EDOLO 1 FEBBRAIO
Osservo le luci isolate delle case nell’oscurità della Costa sopra l’avvolgente luce gialla del paese, ascolto il vociare continuo del fiume sotto la pioggia, il rumore del silenzio sopra il fiume, il picchiettare leggero delle gocce contro l'ombrello blu sulla mia testa.
ORTICHE SUL FIUME
Ci bastava una bicicletta anche scassata (io avevo una piccola Graziella bianca) e chi non la possedeva si metteva in piedi sul portapacchi reggendosi sulle spalle dell'amico e via, si partiva, in cerca di qualcosa, di una pozza d'acqua, di un prato, oppure di un campo di grano, dove potercisi tuffare e rotolare
LADRUNCOLO DI UN FIUME
Ma ecco che ad un certo punto inavvertitamente la urtai, quella spiccò un piccolo volo e con molta naturalezza si andò a depositare sul pelo dell'acqua. E galleggiava, leggera. Come fosse una barchetta di carta. E iniziò a prendere il largo.
LENTO È IL SUO INCEDERE
Dov'è la mia casa? Dov'è la mia terra? Dove il mio cielo?
BIGLIETTO D’ANDATA
C'era scritto Palazzolo sull'Oglio, tanti anni fa, sul biglietto del mio treno che correva verso il nord. E adesso, ogni volta che sono lontana da qui, questo fiume mi manca.
8 CARTOLINE DA URAGO D’OGLIO
L’ultima è per i vicoli, sereni, quieti, colorati, tranquilli. Sento profumo di pane. C’è una forneria nei paraggi. Che fame che mi è venuta.
MURALES A CALCIO
La strada che da Palazzolo porta a Calcio sembra una spina dorsale. Accompagna campi coltivati, cascine del secolo scorso, aziende agricole immerse nei prati pieni di brina. Là in fondo a destra, intravedi il filare degli alberi che accompagnano il fiume Oglio nel suo percorso verso sud.
IL TERZO PONTE
Da quella parte il ponte è una panchina e il fiume è uno sguardo che si apre lontano ed imbocca la sua strada verso Sud. Verso l'assurda vastità del mare.
I PONTI
[…]
ALLA ROSTA
Scendi le scale, là c'è il fiume, annusalo e ferma il tempo. Siediti, se puoi, sul marciapiede dei vecchi lavatoi riparati dalla tettoia. Ascolta il vociare delle lavandaie di secoli scorsi e lo starnazzo di anatre e oche quotidiane.

