PROSPERO FOGLIA FABBRICANTE D’ORGANI DI CHIESA

pubblicato il: 1 aprile 2000
da: La Semente

 

Qualche tempo fa, mentre si stava ricuperando lo stabile che confina colla Casa di Riposo, è venuta alla luce un’insegna dipinta sulla facciata che dà sul cortile ed era visibile dalla Via Britannici, e suonava così “FABBRICA d’ORGAN…” Mancava una I e si completava in “ORGANI”. In questo antico edificio c’era quindi un laboratorio specializzato nella produzione di organi di chiesa.

Già il sindaco Ricci nella sua relazione “sull’agricoltura, l’industria, il commercio…” del 1890 annotava che “in Palazzolo si annoverano ancora altre industrie di minore importanza e cioè: una fabbrica d’organi di chiesa…”.

Nelle mie ricerche d’archivio avevo annotato che “nel 1871 risultavano emigrati a Gerusalemme due Palazzolesi, che erano colà per il montaggio di organi.” e nel 1877 “due persone partite per l’estero da questa Comune per adempiere ad un contratto in qualità di fabbricatori d’organi di chiesa, partono da Venezia il 13/6/1877 e staranno assenti per circa sei mesi.”

Anche se adesso è stata nascosta dalla moderna dipintura, l’insegna riapparsa brevemente, ci indica dove Prospero Foglia teneva il suo laboratorio.

Egli era stato allievo e operaio dei celebri organari Serassi di Bergamo, era poi passato alla ditta Locatelli. Nel 1868 aveva aperto la sua fabbrica a Palazzolo, poi a Chiari, che fu poi trasferita a Bergamo dal figlio Giovanni, che vi era nato il 29 luglio 1856. Il Foglia aveva sposato Teresa Manzoni di Bergamo e nel 1870 aveva battezzato a Palazzolo un altro figlio: Giuseppe.

Dalla sua bottega erano usciti oltre cento organi, a giudicare dal N.106 assegnato dal Foglia a quello della chiesa di Costa di Gargnano datato 1889.

Risultano suoi quello di Vò d’Avio (Val d’Adige) che porta il numero di 33, di Gemona nel Friuli (costruito nel 1859 e trasferito poi nel 1898 nella parrocchiale di Frauglis), della chiesa di S. Maria di Osoppo (1862), di Condino nelle Giudicarie (1871-1872) di Coniolo (1879), di S. Marco di Rovereto (1881), del Lodetto di Rovato (1875), di Fenili Belasi (1886, n.88), di Mazzano e della parrocchiale d’Inzino.

La famiglia Foglia proveniva da Chiari; Giuseppe figlio di Gio. Pietro aveva sposato nel 1676 Giulia Marini di Tagliuno e dal 1777 al 97 avevano avuto sette figli.

Il primo Giovanni Battista (1677-1752) era sposato con Elisabetta; nel 1727 aveva 50 anni e due figli, Francesco, soldato di anni 21 e Prospero di anni 17. Nel 1744 dichiarava che “lavorava all’anno mezza balla di pellami per pellicce e nulla più e veniva mantenuto in maggior parte da un suo fratello agente di casa nobile e pagava affitto di casa.”

Francesco di Gio. Battista (1705-1778) era bottegaio in Piazza, aveva negozio vicino alla chiesa di S. Maria Maddalena; le sue case furono comprate e quindi demolite per far posto alla nuova parrocchiale. Nel 1744 dichiarava di “avere moglie e quattro figlie femmine e bottega di grassina, vendendo butiro, formaggi al minuto e legumi, potendo guadagnare £.350 all’anno.”

Il fratello Prospero (1710-1779) “ha moglie e due figlioli, vende al suo tempo codeghini, sardelle, aglio e cipolle, in tenue summa butiro e formaggio da trito e vive stentatamente.” Sposato con Caterina Civiglio, con due figli maschi: Giovanni Battista e Giuseppe. Era deputato delle chiesa nuova per la Quadra di Mura.

I fratelli Foglia nel 1764 da forestieri erano diventati nuovi originari.

Don Giovanni Battista, primogenito di Prospero, nato nel 1735, insegnava nella scuola privata del canonico Casagrandi, del quale aveva carattere più mite e più amorevole e trattabile, come scrive il Rosa, che lo ebbe come maestro. Divenuto canonico nel 1780, si mostrò vero pastore fino alla morte avvenuta nel 1810 all’età di 75 anni. Coinvolto dallo stesso Casagrandi nella lite per la “comparrocchialità”, si era mostrato contrario ai banchi privati nella nuova parrocchiale. Era proprietario di una casa con bottega in contrada entro la porta di Mura

Giuseppe di Prospero nato nel 1741 aveva sposato nel 1760 Paola Piccinelli e rimasto vedovo si era risposato con Paola Piccioli. Ebbe tre figli: Prospero (1763) Alessandro (1766) ed Elisabetta (1770) che si mariterà con Pietro Cicogna di Francesco. Prospero è il nonno del nostro fabbricante di organi di chiesa.

 

Francesco Ghidotti