PER RICORDARE IL BICENTENARIO DELLA TORRE

pubblicato il: 1 aprile 2012
da: Il Giornale di PALAZZOLO s/OGLIO

 

Il “giro” delle campane.

Le sollecitazioni dei Palazzolesi, costringono il Consiglio comunale ad affrontare il grave problema dell’assenza del suono delle campane. Infatti nella seduta del 31 maggio 1803, si prende atto che la campana maggiore del campanile della Pieve si è rotta.

E senza campane i Palazzolesi “non ponno essere avvertiti delle ecclesiastiche funzioni, delle pubblicazioni dei pubblici ordini, del soccorso per gli incendi, dell’orario delle irrigazioni dei campi e per altri pubblici bisogni.”

Anche il campanile cinquecentesco è inclinato e minaccia di rovinare insieme alle campane. Nell’impossibilità di usare il campanone e per evitare danni maggiori al campanile, ci si accontenta del suono delle due restanti.

In consiglio comunale si prospetta una soluzione radicale: fare un rialzo al torrione del castello per formarvi una nuova torre campanaria. A questo fine si erano già raccolte delle offerte nella certezza che la nuova torre “sarebbe stata di ornamento, di vantaggio e di utilità a tutta la popolazione.” Non immaginavano certo, i consiglieri, che avrebbero dovuto aspettare dieci anni per vederne l’inizio!

 

Si calano le campane della pieve.

Nel 1809 si calano le tre campane che sono stivate in un ripostiglio in attesa della rifusione del campanone, che avviene nello stesso anno dal Soletti di Brescia. Il nuovo “concerto” è pronto, ma dove si collocano le tre campane? Su un’impalcatura provvisoria poggiata sul muraglione del castello, in attesa della nuova torre. Solo che, durante questa operazione, del materiale finisce nella seriola Vetra, accrescendo le preoccupazioni dei Clarensi in vista della realizzazione del “progetto torre.” Gli anni passano e in attesa della sognata torre, le campane continuano a diffondere i loro rintocchi da un luogo sconveniente e insicuro.

Nel 1829 sono tolte tutte le impalcature e la Torre si mostra ai Palazzolesi in tutta la sua maestosità. Ma se faceva bella mostra di se’ per la bellezza delle sue linee architettoniche, non finiva per accontentare tutti, perché mancavano la campane, scriverà il Bonari.

Don Giovanni Torazza, si adoperò perché la Torre fosse dotata di un nuovo concerto, tale da corrispondere all’importanza del luogo dove doveva essere collocato. Nei primi mesi del 1830 il progetto campane prende corpo.

Il 13 gennaio 1831 le campane da Verona arrivano a Palazzolo. Al Maglio c’è tutto il paese: don Torazza in testa e poi la banda ed i carri bardati a festa. Da Riva e Mura spari e spari dei cannoncini, che per anni avevano sostituito gli squilli della campane.

Il 22 gennaio la consacrazione. Con un verricello sono poi sollevate fino alla cella campanaria della Torre. Mancava ancora l’orologio. Nel mese di luglio anche quello entra in funzione.

 

Francesco Ghidotti