NEL QUARTO CENTENARIO DELLA CANONIZZAZIONE DI SAN CARLO

pubblicato il: 01 dicembre 2010
da: Il giornale della Comunità

426 anni fa, il 3 novembre 1584, dopo una febbre che finì per prostrare un fisico debilitato dalla penitenza, Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, moriva, come gli era stato profetizzato un mese prima, durante l’ultimo pellegrinaggio al Sacro Monte di Varallo.
Il 1 novembre 1610, Carlo veniva canonizzato.

Nella presentazione al mio studio sulla visita pastorale del Santo alla nostra parrocchia dell’ottobre 1580, scriveva mons. Ottavio Cavalleri che “la visita a Palazzolo non rappresenta che un breve momento della stupenda attività pastorale del Borromeo: ma da questi frammenti, che costituiscono ovviamente una piccola parte della ricca documentazione, conservata nei vari archivi sulla Visita Apostolica di S. Carlo alla diocesi di Brescia, è facile determinare l’importanza eccezionale di questo avvenimento per la vita della chiesa palazzolese. Ed è certo una fortuna per la città di Palazzolo essere stata in passato così direttamente interessata all’azione riformatrice di S. Carlo, per i grandi vantaggi spirituali derivati, di riflesso, per secoli, ai fedeli dell’antica importante parrocchia bresciana, la cui storia religiosa viene ad arricchirsi, in occasione della Visita Apostolica, dell’opera di Colui che è da tutti considerato come la gemma più fulgida dell’Episcopato nell’epoca conciliare tridentina. Fa piacere infine constatare come, tra le diverse pubblicazioni apparse quest’anno (1965) in occasione delle celebrazioni organizzate dalla Metropoli lombarda in onore di S. Carlo Borromeo nel IV centenario del suo ingresso come Arcivescovo di Milano, si collochi degnamente e con onore anche questo contributo locale.”

A ricordo della visita, alle porte del paese vennero collocate delle colonne in pietra portanti la croce, volute dal Santo nei luoghi visitati e da Lui benedette. Una è ancora oggi esistente all’incrocio fra le Via Zanardelli e Sgrazzutti.

Il Santo fu poi oggetto di culto particolare nella nostra parrocchia: ebbe un altare eretto nel 1632, con un quadro che lo ritrae in preghiera. Compare un suo ritratto nelle pale degli altari delle chiese di San Sebastiano e di S. Maria Maddalena, quest’ultima ora nella nuova parrocchiale all’altare dei Santi, opera del pittore Grazio Cossali, databile all’anno successivo alla sua canonizzazione.

A ricordare con incisiva semplicità la circostanza della predica del Santo ai fedeli palazzolesi, sul pulpito in legno, addossato al primo pilastro di sinistra della navata centrale della Pieve, l’arciprete don Cremona aveva fatto appendere un cartiglio che recava questa scritta: 

“Hic Carolus Borromeus, in concionem ascendens, anno MDLXXX, Christi scientiam plebem docuit.”

Ricordo ancora molto bene quel pulpito, tutto di legno con baldacchino, sul quale, alle volte salivamo, nell’attesa che cominciasse la messa dei fanciulli nella Chiesa vecchia. So che venne tolto nel 1947, perché pericolante.

Francesco Ghidotti