I NOMI DELLE VIE

pubblicato il: 01 gennaio 2009
da: Il Giornale di Palazzolo s/O

 

1-Nomi delle vie e numeri delle case.

Nello stradario, unito alla mappa comunale, sono elencate 252 vie in ordine alfabetico: da via Adamello a via Zanelli.

Alla crescita dei fabbricati ha fatto seguito quello delle nuove aree di circolazione, che hanno ricevuto un nome coi relativi numeri civici. Il postino, che giornalmente distribuisce la corrispondenza, è il primo ad imparare rapidamente via e numero dei nuovi residenti. Se l’indirizzo è incompleto o inesatto la corrispondenza torna al mittente. Senza mittente, anche la più bella lettera d’amore, finisce al macero!

Appare evidente che, con lo sviluppo dei centri abitati, si è reso necessario denominare vie e piazze e attribuire un numero alle abitazioni.

 

La numerazione delle case.

Il 18 aprile 1797 il governo provvisorio del Popolo Bresciano decreta la dipintura, sulla facciata delle case, del nome di ogni via, vicolo, piazza e l’indicazione del numero civico. Da noi, sulla mappa del Catasto Napoleonico del 1805 sono segnati, per la prima volta, i numeri che identificano le singole proprietà; nel “sommarione” allegato sono indicati i nomi delle contrade. Negli atti di stato civile del 1808 si citano le contrade, senza accennare al numero civico. Nel “registro delle attuali famiglie di Palazzolo” del 1811 sono indicati solo i numeri delle case. Infine, negli atti di stato civile del 1812, sono riportati, oltre ai nomi delle quadre e delle contrade, i numeri civici. Su vecchi muri si leggevano, fino a qualche tempo fa, solo i numeri civici, mai i cartigli con il nome delle vie.

Nel 1857 “poiché la vecchia numerazione e indicazione delle vie era ormai illeggibile” come attesta una Relazione dell’ing. Tadini del dicembre 1855, si dà corso al rifacimento delle cartelle di denominazione delle strade (30 legende in intonaco a fresco) e dei numeri delle case (da 1 a 429).

Nella descrizione delle opere da eseguire sono elencate tutte le case, i nomi dei proprietari e le vie seguenti:

“Via Vecchia Parrocchiale, Vicolo della Torre, Contrada della Torre, Vicolo dei Forni, Vicolo del Castello, Vicolo del Salnitro, Vicolo Aprico, Contrada delle Teze, Contrada del Maglio, Contrada del Cortivazzo, Vicolo Aperto, Contrada della Trinità, Contrada Carvasaglio, Contrada della Rocchetta, Contrada postale, Contrada delle Mura, Vicolo della Stella, Contrada della Rosta, Contrada Fabbri, Vicolo delle Fosse, Contrada di S. Giovanni Evangelista, Vicolo dei Fiori, Vicolo Chiuso, Contrada della Chiesa.”

Come si può notare, non vi sono nomi di persona. Sono vie, vicoli, contrade con nomi di fantasia o riferiti a monumenti ivi esistenti o ad attività che vi si svolgevano.

Nel 1884 sarà approvato un nuovo elenco di 45 vie interne all’abitato che inizia con “Piazza grande o del mercato, ora deliberata chiamarsi Piazza Roma.”

 

2-Strade e contrade nei secoli passati.

Riprendo il tema dei nomi delle aree di circolazione nei secoli passati, per aderire alla richiesta di qualche lettore interessato all’argomento.

  

Le famiglie.

All’inizio del ‘400 il nostro paese contava circa 200 famiglie e 1400 abitanti, nel censimento del 1505 le famiglie sono 307 e gli abitanti 2105. Altro censimento del 1590 dà 430 famiglie e 2143 abitanti. In due secoli siamo passati da 200 a 430 famiglie e da 1400 a 2200 abitanti.

Un secolo dopo, nel 1693 le famiglie sono 480 e gli abitanti 2720, alla fine del ‘700 sono salite a 645 e la popolazione a 3050. A fine ‘800, 1200 famiglie e 5100 abitanti, e a fine ‘900, 6421 famiglie e 16600 abitanti. Oggi siamo a oltre ottomila famiglie e 20.000 abitanti.

Le duecento famiglie avevano casa nel centro storico, costituito dalle tre quadre di Mercato, Mura e Riva, e nelle cascine della campagna.

Va ricordato che il cerchio della cinta muraria ha costituito, fino ai primi del ‘500 un baluardo fisico all’espansione dell’abitato.

    

Le contrade.

Nella “descrizione dei beni terrieri di pertinenza della chiesa di San Pancrazio di Alino, dipendente della parrocchia di Palazzolo, del 17 dicembre 1291, sono nominate le contrade, (“contrada ubi dicitur ad Castellum”), le vie (“viam nucis”), e le strade (“stratam brixianam”).

Una pergamena del 24 marzo 1370 contiene un atto di vendita da parte del Comune di Palazzolo di una nassa posta nel fiume Oglio a Fidelino de Gisolfi de Alino. È specificato che la “nassa cum insula” si trova nella “contrada molendinorum”.

In un altra del 18 ottobre 1388 si cita la contrada “ubi dicitur ad romiliam”, e l’atto è rogato nella casa del notaio che sta “in mercato de subtus”. Nel secolo seguente il 13 marzo 1407 “in contrada del mercato inferiore” di Palazzolo, si stipula un atto di vendita di un pezzo di terra arativa giacente “in contrada de Mura ubi dicitur ad stratam de Grumello” e il 19 maggio 1426 un altro atto di vendita di una pezza di terra arativa, coperta da vigneto, sul territorio di Palazzolo in “contrada mugazoni” che confina a mattina con la”via de Adro, a monte con la “circa”, a sera colla “seriola Fusia”. Poi il 1° maggio 1441 un atto di vendita di due pezze di terra: la prima arativa e coperta da vigneto “in contrada Quintani” confinante col “fossatum deserti”, la seconda arativa “in contrada deserti”. L’atto è redatto in casa del notaio nella “piazza maggiore, quadra di mercato”.

 

Utilizzando delle polizze delle famiglie Duranti, scopriamo che il notaio Melchior abita, nel secolo XV, in “quadra del mercato”, vicino alla vecchia parrocchiale (è la seconda chiesa perché la terza non è ancora stata iniziata). I figli in “contrata platee superioris sive pontis seriole de Claris”. Nel 1468 Bartolomeo acquista una pezza di terra con una casa fuori Palazzolo “dirimpetto la porta di Carvasaglio” che confina a monte con la fossa e con acqua della seriola Vetra. Nel 1496 egli possiede una casa “fuori della porta di Riva sulla strada per Brescia”. Nel 1517 Marchion di Giovanni ha una casa in “contrada di Carvasaglio”. Nel secolo seguente in polizze varie sono indicate case nella stessa contrada “in meggio de la terra” e un orto nella stessa contrada “fori della terra”.

Questa specificazione ci fa capire che “fori della terra” significava fuori dalle mura, al contrario “in meggio della terra” entro le mura.

Vi presento un elenco delle contrade esistenti nelle tre quadre.

 

Per la Quadra di Mercato:

Contrata molendinorum Olei

Contrata Romilie, seu ubi dicitur ad Romiliam

Contrata Mugazoni

Contrata de becariis

Contrata Sancte Marie Magdalene

Contrata pontis Olii

Contrata platee minoris, seu inferioris, seu contrata Sancti Johannis Baptiste

Platea mercati, oppure platea magna, oppure platea major

Contrata platee superioris, seu pontis seriole de Claris, seu platea Sancti Fidelis.

 

Per la Quadra di Mura:

Contrata ad stratam de Grumello, seu strate de Grumello

Contrata Quintani, seu ubi dicitur ad Quintanum

Contrata Deserti

Contrata Porte mediolanensis

Contrata via de Prato, seu del Cereto (nei pressi vi è il “Fossatum magnum“)

Contrata de ripis Olii (nei pressi la seriola del Paradiso)

Contrata Sancti Johannis de Mura, seu Sancti Johannis Evangeliste

Contrata de Mezanis, seu zapelli de medio (el Bosch – le Ceresole (parallela alla seguente)

Contrata de Credario (el cios de la vegia)

Contrata Sancti Johannis de Civedino

Contrata Pranzage que etiam dicitur a Sancto Petro

Contrata via de Tezio

Contrata Rochete de Mura

Contrata Sancta Maria de Civedino

Contrata plateole de Mura

Contrata Cime Ripe

Contrata Roste

Contrata Chegotii

Contrata via de portu

Contrata strate Francische

Contrata de Fopellis (el Citro – el Novello)

Contrata di S. Giovanni di Mura, seu delle fosse

 

Per la Quadra di Riva:

Contrata di S. Vittore, sive de le Gonzere

Contrata d’Albarotto, sive Drazii, sive de la Costa (Lisignol)

Contrata de la Ceresa, seu della Costa di sotto (Resguila)

Contrata di Gardali (el Betuzo – el Masù – el Vernazo – la Breda)

Contrata della strada bressana per Pontoglio

Contrata di S. Rocco di Riva, sive di Ponticello, seu della via de Invì

Contrata di Ronchetti, sive della strada di Chiari (Longuretta)

Contrata di Cereto, sive del termine (el Termen – el Novello)

Contrata dello Sgarzone (Sgarzone)

Contrata de’ Beppi

Contrata di S. Zeno

Contrata della Valena

Contrata della via di Cologne

Contrata del Dosso (el Pontesel)

Contrata delli Opoli, sive del Sabbionaro

Contrata di Ronchalia, sive del Castel

Contrata di Gazolo over de Fruslini

Contrata di Goyolo, seu via di Brescia (la Goiol)

Contrata delle Coste di Sopra

Contrata della Mosna Nizolaria, seu della Raspina o della via di Chiari (le Ceresole)

Contrata delle fosse di Riva, seu del Stozato (la Rivetta – lo Stozato)

Contrata della via vecchia

Contrata dello Zuccolo, sive della via della Trinità, sive ad rosium

Contrata di Casnedo

Contrata Porte de Ripa

 

Uso del termine “contrata”.

Nel catasto 1641 il termine viene usato non solo per indicare le aree di circolazione all’interno del centro abitato, ma tutte le aree del territorio comunale, compresi i collegamenti con le cascine sparse nella campagna.

Nello stesso catasto vengono indicate, nelle varie partite, i nomi delle contrade, dei terreni, dei confinanti, il fiume e le seriole, i “dugali”, le fosse della terra, le “cirche”.

Nel 1641 l’elenco dei possessori segue una numerazione che non fa riferimento all’ubicazione delle proprietà, ma separa i “cives” dagli “homines” con due numerazioni diverse

Nel 1654 per delimitare zone del territorio, per definire il valore fiscale dei terreni, si usa abbondantemente il termina “contrada”.

3-Nel 1888 si attribuiscono nuovi nomi a 40 vie del paese.

 

È di oggi la diversa posizione delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale sull’intitolazione di nuove vie a Neda Soltan e alla Padania.

Come si vede la toponomastica divide, come nel secolo scorso. Dopo l’unità d’Italia, infatti, matura la convinzione della funzione educativa dell’attribuire alla vie nomi di date storiche o di personaggi illustri della vita nazionale. Il tema toponomastico si carica sempre più di valenze simboliche e quindi di esigenze ideologico politiche. Dopo questa breve premessa, veniamo alle fasi di intervento degli amministratori palazzolesi negli anni post-risorgimento.

Il 5 marzo 1881, veniva proposto al Consiglio Comunale di deliberare l’intitolazione di una parte della Piazza del Mercato allo scienziato Paolo Gorini, morto il 2 febbraio dello stesso anno. Dalla discussione seguita emerge che il Consiglio non ritiene che “la migliore situazione del paese debba portare il nome di un individuo per quanto meritevole, ma che invece si abbia a ricordare qualche avvenimento straordinario, che ha giovato a conseguire l’indipendenza e l’unità d’Italia. Il possesso di Roma e l’insediamento ivi della capitale del Regno, per il coronamento del grande edificio nazionale, meriterebbe di essere ricordato chiamando l’antica Piazza del Mercato Piazza Roma.”

Per ricordare Paolo Gorini viene deliberato di dare il nome “Gorini” alla via che dalla farmacia Torre Galignani Giacomo sale fino alla chiesa di S. Giovanni, cancellando così la via San Giovanni Evangelista.

Nel 1888, dopo una gestazione durata più anni con infinite proposte di nuove denominazioni, vengono definiti i nomi di 40 aree di circolazione del centro del paese.                                        Partendo dalla quadra di Piazza si intitolano:

“via alla Stazione, via Ospitale, piazza Zamara, piazza Roma, piazza del Comune, via del Teatro, via Torre del Popolo, piazza Vincenzo Rosa, via Carvasaglio, via della Trinità, via del Ponte.

Nella quadra di Riva: via Vittorio Emanuele, via Malvezzi, vicolo del Castello, vicolo dei Forni, vicolo delle Fosse, piazza Castello, via Palazzoli, via Cortevazzo, via Tezze, vicolo chiuso, vicolo Salnitro, via Roncaglia, via Vetera, via Serioletto, via Calcine, via Ponte Fusia.”

Nella quadra di Mura:

via Garibaldi, via Britannici, vicolo Marco Scaramuccino, vicolo Galignani, vicolo Foresti, via Gorini, piazzetta Corte Mura, vicolo dei fiori, via Mura, vicolo Fossette, via Cavour, via Fabbri, via Cesarina.”

Nel tempo seguono altre varianti, per esempio, la via Ospitale (già via Molini) diverrà via XX Settembre.

Partendo dalla località Maglio fino alla Cesarina si concentra una serie di vie dedicate all’unità d’Italia: via Vittorio Emanuele, via XX settembre, piazza Roma, via Garibaldi. Dopo la seconda guerra mondiale, la via intestata al Re sarà sostituita con Via Matteotti.

Ad ogni cambio di regime, seguono variazioni dei nomi delle vie.

L’odierna via Gramsci, era Via Resega (martire fascista), la Via Ospitale, poi Umberto I, è diventata Via Sgrazzutti (caduto partigiano).

Al lettore, che me ne ha fatto specifica richiesta, devo una risposta: la via Marco Scaramuccino, detta “el büs” (il buco), era “vicolo aperto”, poi “vicolo della scaletta”; il vicolo Foresti era “vicolo della Salute”. Entro un portone di via Mura, recentemente collocato, c’è un cartiglio con “Vicolo della Fortuna”.

Per finire, ho una nota dedicata agli estensori dei testi dei cartigli stradali. Perché si leggono Via Buonarroti, via L. da Vinci, Via Giotto e non Via Michelangelo, Via Leonardo come si è fatto per via Giotto?

Ricordo che il dott. Torlaschi si scandalizzò quando alle Calci venne posto un cartiglio con Via Donizzetti mentre doveva essere via Donizetti.

 

Francesco Ghidotti