I GIORNI DELLA FINE DELLA GRANDE GUERRA

pubblicato il: 01 gennaio 2015
da: Il Giornale di PALAZZOLO S/OGLIO

 

In occasione del 50° della vittoria, celebrato sul finire del 1968, avevo scritto “cronache” della Grande Guerra per la Voce di Palazzolo. Grazie alla cortesia di un amico, ho potuto leggere su Il Cittadino di Brescia degli anni 1917-1919, altre corrispondenze da Palazzolo che trascrivo.

 

20 marzo1918.

“Nella massima ricorrenza delle feste pasquali questo comitato della Croce Rossa intende offrire ai soldati degenti negli ospedali della C.R.I. di Palazzolo qualche piccolo oggetto di ricordo e di conforto in segno di gratitudine per i sacrifici da essi sopportati per la grandezza e l’onore della nostra Patria e come attestazione di sentito interessamento per loro che, lontani dalle rispettive famiglie, sentono in questi giorni più vivo il dolore di essere separati dai loro cari. Sapendo quanto Palazzolo e i paesi tutti di questa Plaga, nutrano cordiali sentimenti di affetto e di riconoscenza verso questi Prodi reduci dal Grappa e dal Piave, il Comitato non dubita che tutti vorranno contribuire, con un regalo o con una somma di denaro, alla manifestazione, perché essa riesca più grande pel numero di adesioni e più gradita per la spontanea generosità.”

 

5 aprile 1918 la Pasqua negli ospedali della Croce Rossa.

“La ricorrenza pasquale si svolse anche quest’anno nei nostri due ospedali di Croce Rossa con lieta soddisfazione dei 442 degenti, a ciascuno dei quali fu consegnato un pacchetto di oggetti d’uso, molto gradito, a mezzo delle nostre ottime infermiere volontarie, dopo un vibrato e patriottico discorso del tenente dott. Pangrazio. Alle spese si sopperì con una sottoscrizione pubblica che diede oltre L. 1800, indetta come per il passato, dal locale comitato di Croce Rossa, ai cui appelli rispondono con spontanea generosità sempre in ogni occasione queste patriottiche popolazioni. Ad esso vada il nostro sentito ringraziamento. Il presidente del Comitato cav. Vezzoli riunì poi nella serata i 16 ufficiali qui di servizio e dopo un cordiale scambio di propositi ispirati ai più alti sensi di patriottismo, offrì a ciascuno di essi un oggetto ricordo della loro permanenza nella Media Valle dell’Oglio. Domenica 7 aprile, alle 14.00 avrà luogo l’inaugurazione del teatrino improvvisato per aiutare i nostri degenti, in un locale attiguo lo Spedale territoriale, con un concerto che viene fatto da distinti artisti che hanno recentemente ottenuto trionfi sulle maggiori scene italiane e che gentilmente si prestano. Al concerto oltre tutti i degenti potranno assistere anche i soci e le socie di Croce Rossa.”

 

29 maggio 1918.

“Con una simpatica e patriottica cerimonia ieri anche il nostro paese commemorava il terzo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia. Ad  iniziativa del locale Comitato della Croce Rossa e nel teatro annesso al nostro Ospitale territoriale, alla presenza di molti soldati in cura e degli ufficiali e soldati addetti all’Ospitale stesso e da quello di Guerra numero 24, ebbe applaudita esecuzione un riuscitissimo intrattenimento musicale del quale furono esecutori, superiori ad ogni elogio, i dilettanti di Palazzolo signori Patelli, Provenzi, Pozzi,Vecchiati, Cancelli, Colombi, Morgano, Marchetti, Rossi e Villa ed una gentilissima signora brasiliana, la signora Saporito, nonché il direttore dell’Ospitale territoriale colonnello prof. Livini. Entusiasmò il tenore Celesia, che trovasi esso pure in cura, dopo aver fatto il suo dovere di soldato. Precedette l’intrattenimento musicale, un applaudito discorso tutto vibrante di idealità e di patriottismo, del tenente mutilato avv. Franco Sega, presidente della sezione di Brescia e, chiuso il trattenimento, l’assegnazione a sorte, ai militari degenti nei due ospedali di quattro cartelle da lire 100 cadauna dell’ultimo prestito nazionale, regalate da un generoso socio della Croce Rossa e di 15 premi da lire 10 regalati da altri quattro soci. A rendere più solenne la cerimonia intervenne il generale Pagliarini, tutte le autorità locali e un numeroso stuolo di gentili signore ed invitati ai quali fece gli onori di casa il presidente del locale comitato della Croce Rossa cav. Vezzoli.”

 

21 giugno 1918.

“Ecco il programma della solenne festa patriottica che si celebrerà qui domenica come preannunciato: ore 8: adunanza generale sul piazzale delle case popolari. Ore 8.30: Messa al campo e benedizione di S.E. il Vescovo castrense mons. Bartolomasi alla bandiera, offerta dalle donne palazzolesi ai mutilati ed invalidi di guerra-Costituzione della loro sezione d’assistenza

-Discorsi di S.E. il Vescovo, dei rappresentanti del Comitato d’azione dei mutilati e del sindaco di Palazzolo. Ore 10: grande corteo di tutte le autorità intervenute, delle rappresentanze, dei feriti degenti nei due ospedali locali e della popolazione. Ore11: Inaugurazione al Cimitero del monumento ai caduti. Nel pomeriggio verranno distribuite lire 10.000 di sussidi alle famiglie bisognose dei caduti, mutilati e invalidi di guerra.”

 

Domenica 3 novembre 1918.

“Alle sei di oggi gli Alpini e i Fanti entravano a Trento, i Bersaglieri sbarcavano a Trieste.”

Scrive Margherita Lozio Bigot nel suo Diario: “Verso sera andai con mio marito alla posta per il Bollettino di guerra: leggemmo “A Trento e Trieste sventola il tricolore. Non credevamo a noi stessi: fu una gioia così intensa che, mentre tanti ridevano e cantavano festanti, io piansi.”

Lunedì 4 novembre 1918 alle ore 15 sarebbero terminate le ostilità ed entrato in vigore l’armistizio coll’Austria. Alle tre del pomeriggio l’urlo delle sirene, trasmesso su tutto il fronte, segnalava la fine della guerra.”

 

7 novembre 1918.

“Ieri Palazzolo era tutto imbandierato e festante per la grande vittoria italiana. Il lavoro negli stabilimenti venne sospeso completamente; i negozi chiusi con la scritta “per esultanza nazionale.” Nel pomeriggio un corteo popolare percorse il paese con il nostro vecchio corpo musicale alternando gli inni patriottici. Da un balcone di Piazza Roma parlò al popolo plaudente il tenente medico dott. Pangrazio. Palazzolo festante si ricordò generosamente, come sempre, di quelli che per la Patria soffersero e per dimostrare loro la propria riconoscenza, con la prestazione di gentili signorine ed altri volenterosi, si raccolsero circa ventimila lire.

Oggi poi nel teatro annesso all’Ospitale Territoriale della Croce Rossa, alla presenza del generale della Croce Rossa nob. Bassi, del colonnello prof. Livini, direttore dell’Ospitale stesso, del sig. Sottoprefetto di Chiari, del sindaco cav. Sufflico, del Presidente del Comitato di Palazzolo e di molte altre autorità e numeroso pubblico, vennero consegnate medaglie d’argento alle infermiere e visitatrici: Buelli Giulia, Lozio Emma, Kupfer Olga, Maurizio Cornelia, Ambrosetti Celeste, Moroni Matilde, Nulli Elvira, Vezzoli Carolina, Morandi Gilda, Omboni Emilia, Omboni Lina, Cadei Giulia, Lozio Margherita, Bracchi Aminta ed al milite Bortolotti Giuseppe per salvataggio di una bambina che annegava. Venne inoltre consegnata la medaglia di bronzo al valore militare al soldato Malinverno Primo da Albairate (Como) decretatagli con una bellissima motivazione. Durante la cerimonia parlarono applauditi il generale Bassi, il Sottoprefetto ed il cav. Vezzoli.”

 

16 novembre 1918.

“Il genetliaco del Re veniva festeggiato con la sospensione del lavoro negli stabilimenti e con una degna cerimonia presso l’Ospedale territoriale della C.R.I. Davanti ad un affollato pubblico, il colonnello Livini con acconcie parole, presentava il capitano Valente dei mutilati di Milano, intervenuto con un suo commilitone tenente pure dei gloriosi mutilati…

Dopo i prolungati applausi al capitano Valente, parlò, pure applaudito il tenente medico dott. Pangrazio e la riunione si sciolse dopo che il cav. Vezzoli ebbe letto il telegramma inviato a S.M. il Re così concepito: “Mentre le sorti della Patria si compiono nel trionfo, la Croce Rossa di Palazzolo sull’Oglio, riuniti i feriti degli ospedali, le autorità ed il popolo rivolge al primo soldato d’Italia un reverente saluto. Or è un anno la festa del Re ci univa nel raccoglimento pensoso di virili attese. Oggi la solenne ricorrenza ci esalta nella gioia della vittoria, nella certezza di un radioso avvenire.” Alle ore 19 si aveva conoscenza dell’armistizio firmato anche con la Germania ed allora la gioia proruppe in dimostrazioni popolari che durarono fino a tarda notte.”

 

1 gennaio 1919.

“Domenica scorsa 27 dicembre con una semplice cerimonia, alla quale erano invitati tutti i soci del nostro Comitato di Croce Rossa, si chiuse l’Ospedale Territoriale che, con circa 600 letti, funzionò ininterrottamente per tutta la durata della guerra in modo da avere continuamente approvazioni e lodi da tutte le autorità di Croce Rossa o militari che frequentemente lo ispezionarono. Dopo brevi parole del Presidente del Comitato cav. Vezzoli, il cav. Giupponi segretario fece una bella ed elaborata relazione rilevando tutto il grande lavoro fatto dal Comitato per l’autolettiga comperata e mandata al fronte con tutti i militi occorrenti, per l’impianto dell’Ospedale o per altre molteplici opere ed assistenze di guerra per le quali raccolse più di centomila lire. Disse anche di molte opere che il Comitato iniziò e che poi vissero di vita propria, fra le quali prime l’Ufficio Notizie fra le famiglie ed i militari e prigionieri. L’Ufficio di assistenza a questi ed il Comitato “Pro Lana”, che negli anni di guerra mandò ai soldati parecchi quintali di indumenti di lana. Diede la dovuta lode a tutte le infermiere volontarie, visitatrici, dirigenti e collaboratrici delle diverse opere, ma più di tutto al nostro Presidente che fu l’anima di tutto. Il colonnello prof. Livini, direttore dell’Ospedale, fece la relazione tecnico-medica della vita dell’Ospedale tributando le dovute lodi a tutti i medici militi o personale amministrativo che con grande zelo e disinteresse fecero sempre il loro dovere. La cerimonia si chiuse con parole del presidente ringrazianti il colonnello Livini per la sua solerte ed affabile opera di direttore. Palazzolo e la Media Valle dell’Oglio che pel lavoro del comitato di Croce Rossa ben figurarono negli anni di guerra, ringrazia quanti vi collaborarono.”

 

Francesco Ghidotti