I DISCENDENTI DI GIOVANNI DURANTI IN CONTRADA DI CARVASAGLIO (1)

pubblicato il: 01 gennaio 2009
da: Memorie illustri di Palazzolo sull’Oglio

Negli estimi dei “cives” palazzolesi del secolo XV compare sempre e solo Giovanni proprietario di 190 piò di terra. Nel 1447 c’è un atto di acquisto di una pezza di terra arativa e vitata a Palazzolo, nel 1456 acquista anche per i fratelli Bertolomeo e Giacomo con atto del notaio Lorenzo di Martino de Rondi, nel 1458 atto fatto da Cristoforo fu Stefano de Ferandis per Giovanni Duranti da Bergamo abitante in Palazzolo. Agli inizi del 1459 faceva ancora parte del Consiglio Comunale palazzolese da cui si ritira il 5 agosto, perché accolto tra i “cives” bresciani. Nel 1481 è uno dei due sindaci del nostro Consortium Charitatis. I suoi figli sono don Agostino, Gabriele, Alessandro ed il notaio Melchior. Abitano nella vecchia casa “in contrata Platee Superioris sive pontis seriole de Claris.”

Melchior di Giovanni notaio (1450-1520?) nel 1491, acquista da Francesco de Fasendì, con atto del notaio Bartolomeo Duranti; nella polizza d’estimo del 1517 si dichiara erede per la terza parte del fu Giovanni, “civis” di Brescia. Gli altri due terzi sono toccati ai fratelli Alessandro e Gabriele. Don Agostino, loro fratello, fuori dell’asse ereditario, aveva una casa che permutò con la scuola dei Disciplini.

Ha circa 60 anni, una casa in Brescia in cittadella vecchia in contrada di San Clemente, una parte la affitta e una la tiene per suo uso, del valore di plt.1400. Ha un’altra casa a Palazzolo e un orto in contrada di Carvasaglio di tavole 6 per suo uso. Ha nella campagna palazzolese varie possessioni per circa 70/75 piò (un terzo della terra del padre Giovanni).

È sposato con Simona Gadasco degli Orzinuovi, che ha trent’anni meno di lui, ha tre maschi: Vincenzo (n.1514), Bartolomeo (n.1516) e Nicola (n.1518).

    

Polizza 1517.
“In filtia pollitiarum terrae de Palazolo product. ad extimum generale magn. civitatis Brixiae de anno 1517 reperitur pollitia d. Marchionis filli et hered. tertia parte d.Johannis de Durantibus sub. n.13 tenoris infr.

Marchion figliolo che fu et herede per terza parte del q.d. Giovan Durante cittadino di Brescia, aliarum computato nella terra di Palazolo, ha le infrascritte persone et beni:

  • Primo detto Marchion di età d’anni 60 et ultre, senza esercizio
  • Simona sua donna de età de anni 30 vel circa
  • Vincentio suo figliolo di età d’anni 4
  • Genevra sua figliola d’età di anni 2
  • Bartolomeo suo figliolo di mesi 7
  • Gustina baila del ditto Bartolomeo con salario de soldi 27 al mese
  • Angelica tolta piccola in casa da alevar et maridar de età d’anni 13
  • Antonio figliolo de Viniano da Sover tolto in casa piccolo da alevar de età d’anni XI

Item detto Marchion ha una casa in Brescia nella contrata di S. Clemente in cittadella vecchia della qual ne affittava inanzi la guerra per lire dieci cioè na parte et l’altra ne teneva per uso suo, et dlla guerra in qua ha trovato puoco o niente et la tene per suo uso al presente qual è de valore di l.1400.

Item detto Marchion ha una casa in Palazolo qual tiene per uso suo

It. uno horto nella contrata de Carvasai tavole sei qual tiene per suo uso

It. una posesione sul territorio de Palazzolo in diverse contrade aradora parte vidata, parte prativa parte adaquatoria et parte campiva qual è piò in 70 fin in 75 vel circa della quale comuniter se ne cava in parte del patrone some sedeci fin in vinti de grosso, some quatro sin in cinque di minuto, carra sei feno fin in otto et carra otto di vino et la qual di presente è secca et non si arriva in parte dil patrone oltre zerle sei di vino et l’hanno del ultima seccha che fu mo puo esser anni sei non dette se non zerle doi in parte del patrone et così è la verità qual posesione è disfatta et ruinata, et non si trova massaro che la voglia lavorar et eghe stato de bisogno dover dar ad uno massaro noviter fatto in la ditta posesione più de lire dusento per subventione licet non habbia il modo di dovergele dare, ma bisognava fare come potrà, qual posesione vale lire doi millia et cinque cento.

It. uno cortivo con hera et horto sul tener de Palazolo per uso del massaro

It. una casa in Palazzolo per metter il feno et far stalla per uso suo

It. ha piò quattro di terra aradora vidata adaquatora e broliva sul tener de Jorci novi con una casetta suso tolta in pagamento dalli eredi del fu spett. dottor Bartolomeo Gadasco padre della stessa Simona donna del ditto Marchion per parte della dotte de ditta donna simona qual vale ducatti sisanta il piò computata detta casetta et la qual casa è terra gode etiam li fratelli de ditta Simona

It. ha uno livello de soldi 36 qual paga mastro Andrea di Ginami barbiero per zonta de una casa datta a lui in Palazolo qual può afrancar per L. 45

It. ha uno livello dalli eredi del fu Albertino cribellaro in Palazolo de quarte nove de milio all’anno vale L. 36

It. ha uno livello dalli eredi del fu Comino Durante in Palazzolo de quarte 3 de milio all’anni vale L.12

It. ha doi orti nella contrada del castello de Palazolo quali paga de fitto una soldi 8 et l’altra soldi 10, una vale L.8 e l’altra 10

It. deve havere da più persone povere lire circa 50 et le quali credo non se potrà scodere se non con grandissima difficultà et con longezza de tempo

It. detto Marchion paga de livello ogni anno pro ut infra:
Al altare de S. Michele nella chiesa de Sta Maria pieve de Palazzolo lire sei de plt.

It. alla Carità de Palazzolo quarte trei et mezza de miglio vale L.14


It. alli heredi de fu Bartol de Patrò in Palazzolo soldi 44 la qual può affranchar L.60

Paga alla pieve di Palazzolo quarte dieci de milio vale l.40

It. deve dar a diverse persone circa ducati 25.”

    

Discendenti di Melchior.
Mons. Bartolomeo che nel 1548 e accompagnatore del cardinal Durante, rettore della parrocchia di Castelcovati a cui rinuncia nel 1564, dal 1560 almeno al 65 è parroco al Alzano Lombardo, nel 1568 è rettore della chiesa di S. Maria di Adro.

 

Vincenzo.
Nel 1574 affrancazione a nome di Papirio Maggi; nella polizza d’estimo del 1568, in cittadella vecchia di Brescia, segna due figli, degli undici che avrà da madonna Vincenza: Ottavio di 23 e Claudio di 21 anni. I due fratelli sposeranno le sorelle Ippolita e Veroni di Santo Pellegrino. Don Giulio (n.1544) a 45 anni canonico a Palazzolo, don Pompilio (1549-1613) canonio del Duomo di Brescia. Oriana (n.1446) sposata con Africano Schilini.

 

Ottavio (1545-1588) di Vincenzo.
Vincenzo di Ottavio (n.1580) sposa Lelia Federici

 

Giulio di Vincenzo (1625-1715?).
Sposa Olimpia Penna, da cui ha 12 figli, si risposa con Teresa ed ha una figlia Olimpia nel 1713.
è podestà a Orzinuovi nel 1685.

Francesco Ghidotti