I CAMORELLI, FILATOGLIERI AL MAGLIO

pubblicato il: 20 settembre 2000
da: La Voce di Palazzolo

 

Dopo la peste del 1630, i Camorelli provenienti da Pontoglio, vengono ad abitare a Palazzolo con Agostino, Angelo e Giacomo e qui battezzano i loro figli. Un Domenico Camorelli nel 1646 sposa Maddalena Fapanni. Il nipote, anche lui Domenico di Girolamo, nato nel 1697, sposa Marta Brescianini da cui ha otto figli. Nel 1764 da “forestiero” che era, viene ammesso fra i “nuovi originari”. Muore a 70 anni nel 1765.

Gerolamo di Domenico (1729-1808) sposa Bona Maria nel 1753, è filatogliere in contrada del Maglio. Nel 1787 figura fra gli originari. Dei suoi sette figli, proseguono la sua attività Domenico e Lorenzo. Lascia alla figlia Marta, sposata nel 1804 a Pietro Taparelli, filatoio e casamento.

Domenico Camorelli di Gerolamo, nato nel 1759, nel 1785 è soldato al presidio di Cremona e l’anno dopo è ferito da una archibugiata sparatagli da Arcangelo Cominassi. Sposa nel 1797 Maddalena Paganini, non ha figli. Diventa però tutore delle quattro femmine ed un maschio lasciati dal fratello Lorenzo, scomparso a 44 anni nel 1805.

Insieme al padre ed al fratello aveva acquistato nel 1804 da Antonio Gorini gli immobili già Nazari in contrada del Maglio adibiti a filatoio di seta, a mulino ed a macina dell’olio, con annesse case ed orto. Questi opifici erano mossi dall’acqua del canale Gardale ed il Camorelli nel 1822 vi aveva aggiunto una nuova ruota per garantire maggiore energia al suo filatoio.

Nel 1803 entra nella prima deputazione per la costruzione della Torre ed è anche membro della Fabbriceria. Nel suo testamento del 1831, “trovandomi per grazia del cielo in situazione di qualche possidenza”, lascia 9.000 lire austriache a ciascuna delle quattro nipoti, e ai lavoranti del suo filatoio per loro ricompensa “mezzo sacco di melgotto”. E li nomina tutti e sono Bortolo e Giovanni…, Antonio Corioni, Francesco Bonomelli, Giovanni Cuminet, Antonio Bertossi, Battista Urgnani, Fachinetto, Angelo Cropelli, Giuseppe Marcandelli, Giacomo Signorone.

È la prima volta che mi capita di trovare la lista dei dipendenti maschi di un opificio palazzolese.

Nel 1815 è fra i nostri maggiori possidenti con un reddito stimato in 1.642 lire. Muore di colera nel 1836 a quasi ottant’anni.

Lorenzo Camorelli di Girolamo (1761-1805), nel 1786 è soldato, si sposa nel 1794 con Paganini Elisabetta, sorella di Maddalena che sarà moglie del fratello Domenico. Anche lui filatogliere come il padre ed il fratello, muore a 44 anni nel 1805. Delle quattro figlie, l’unica rimasta nubile è Maria (n.1794 e morta nel 1853), le altre tre sposano tre fratelli Cicogna: Caterina sposa Angelo, Francesca Paolo e Teresa Prospero.

L’unico maschio è Girolamo (n. 1802 e morto nel 1866), sposa Persevalli Caterina nel 1829. Anche lui eredita dallo zio Domenico. Delle due figlie e dei due figli, è Lorenzo, nato nel 1831 e sposato con Giuseppina Sordi di Lodi, che continua l’attività di filatogliere. Nel 1858 egli vende a Giorgio Seuffereld di Milano gli edifici sulla Via Brescia e allo svizzero Abramo Suller la casa ed i terreni che i Camorelli possedevano a Mura, successivamente passati nelle mani del sig. Ernesto Niggeler.

Con lui termina la famiglia Camorelli, l’azienda ormai chiusa, viene ceduta nel 1876 a Federico Richembach che la rimetterà poi in attività.

 

Francesco Ghidotti