CRONACA NERA E BIANCA NEL SETTECENTO

pubblicato il: 13 maggio 2006
da: La Voce di Palazzolo

Cronaca nera e bianca del Settecento,
tratta dall’Istoria dei fatti accaduti nel paese di Palazzolo di Giovanni Pezzoni.

“Lì 27 dicembre 1704. Il giorno di S. Giovanni Evangelista venne l’armata francese a viva forza, venne in Palazzolo, cominciò a cannonare nella porta di Mura e poi appiccò il fuoco nel portone per voler venire colla forza nel paese, restarono morti due soldati levantini e un colonnello francese giovane di 22 anni e poi restò morto uno di Palazzolo, aveva nome Faustino Zanotto, per non stimare la vita sparò un’archibugiata contro seimila francesi dalla porta dell’osteria del comune in Piazza.”

“L’anno 1705 vari giovani del paese furono sequestrati dai francesi al Pratolongone perché rompevano le loro trincee, poiché i francesi medesimi prima erano andati via e poi ritornati indietro. Furono essi giovani condotti nel castello per una sola notte, indi lasciati in libertà per intercessione di molti amici.”

“Lì 4 luglio 1705. Francesco Rambotto di 55 anni fu ucciso casualmente mentre infuriava lo scontro fra i Francesi e gli Imperiali intorno al castello. Si sospetta che trasportasse una scala per ordine degli Imperiali.”

“Lì 10 settembre 1705. Un certo soldato bombista delle truppe cesaree fu ucciso durante l’espugnazione del castello.”

“Lì 5 ottobre 1705. Due figlie del fu nobile Agostino Duranti sono morte insieme, e parimenti insieme portate alla chiesa.”

“Lì 10 novembre 1705. Bartolomeo Adorno, detto Giornale, di 46 anni, morì in seguito alle ferite infertegli dai soldati cesarei che, come predatori notturni si allontanavano da Palazzolo; fu trovato morto colle mani alzate quasi chiedesse misericordia.”

“Lì 12 novembre 1705. Maria moglie di Cristoforo Manenti di Mura, morta di 42 anni, venne sepolta nella chiesa di S. Giovanni di Mura, perché per l’assedio in corso non era possibile portarla alla parrocchiale.

Infatti Mura era in mano dei Francesi e Mercato e Riva dei Cesarei. Dopo tre giorni di scontri i Francesi espugnarono e occuparono il castello.”

“L’anno 1709 nel mese di gennaio venne tanta neve che arrivava fino ai circoli delle viti, e il freddo era tanto che fece seccare tutte le viti, gli ulivi ed i fichi e crepare le roveri ed altri alberi, di modo che dai vecchi viene chiamato ancormò l’anno del grande freddo.”

“Nel 1713 venne la peste delle bestie bovine, le quali ne morirono quasi tutte con grandissimo e indicibile danno dell’agricoltura e ancora del commercio.”

“L’anno 1738 grandissima aurora boreale che produsse spavento universale e fu creduta presagio della spaventevole epidemia di perineumoide che nella seguente primavera infierì massimamente nei nostri dintorni e della quale morirono solamente in Palazzolo da cento e trenta persone.”

“Lì 1 novembre 1775. Fu il terremoto che scosse i regni di Portogallo e Algarve con molta parte della Spagna, rovinò Lisbona e si fece sentire per terra e per mare in molte altre regioni, notabilmente anche in Lombardia.”

“L’anno 1776 d’estate, la sera una compagnia comica mantenuta da un venditore di rimedi, faceva la commedia in Piazza Grande di Palazzolo. Vi era un grande concorso di gente anche di forestieri. Una sera di maggior folla, per alcune parole di un ubriaco vicino al palco de’ comici, nacque un subitaneo spavento in tutti gli spettatori, che si diedero a fuggire rovinosamente senza motivo, andando a precipizio per le strade e molti a nascondersi in luoghi remoti, credendo ciascheduno seguita qualche rissa, i lontani vicino al palco ed i vicini da lontano e facendosi spavento ed apprensione gli uni cogli altri, anche quelli che avevano veduto e sentito il goffo ubriaco che aveva data occasione a tutto questo spavento. Quegli stessi che non avessero voluto fuggire, erano trasportati dalla folla. A riserva però di un po’ di paura, di alcune seggiole fracassate, ed alcune scarpe, cappelli ed altre robbe femminili perdute e ben presto ritrovate, non vi fu altro di male.”

“Lì 16 luglio 1766. Verso mezzogiorno per orribile pioggia venuta ne’ monti vicini della bergamasca, l’Oglio crebbe a tale altezza che dal Ramo dei Molini correva coma una grossa sariola dentro la porta del paese sino alla Piazza Grande, la quale era tutta allagata colle sue aggiacenze.”

“Lì 18 agosto 1769. Cadde il fulmine nella torre vicina alla porta di S. Nazaro a Brescia, dove contenevasi una enorme quantità di barili di polvere. Scoppiò la polvere e andò all’aria la torre, la porta ed i bastioni vicini. A Palazzolo io udii non solo il tuono del fulmine, ma sentii anche l’orribile tuono della polvere, accompagnato da una vera scossa di terremoto. Tre o quattro ore dopo si ebbe notizia di questo caso deplorabile, dai forestieri che subito affrettarono la partenza per Bergamo, credendo e raccontando che mezza Brescia era subissata. Una quantità di detti barili di polvere sotto nome di nitro era pochi giorni prima per viaggio stata depositata in una casa nel mezzo di Palazzolo ed una donna di quella casa vi aveva spensieratamente postavi sopra per qualche tempo una lucerna accesa, ed il giorno appresso trovossi quel barile medesimo avere una fenditura donde spargeva della polvere, per cui appunto si riseppe che era polvere e non soltanto nitro.”

“Lì 22 gennaio 1775. Maria Bonadei, moglie del fu Battista Bono a mezza mattina nel ritirarsi in un cosiddetto lunetto del ponte dell’Ollio per isfuggire ad un legno di posta che le veniva dietro, cadde miseramente ai piedi deretani dei cavalli, e non essendo stata osservata da chi li governava le passò sul collo la ruota del legno sudetto, fu portata sino al casello del detto ponte, ivi nel breve spazio di un quarto d’ora, dall’infiagione soffocata morì. Dall’ispezione del cadavere risultò che erano slogate le vertebre del collo.”

“L’anno 1777. Primo giorno. Prima di tutto parmi notabile che avendosi secondo il solito voluto estrarre i denari di limosine dalle cassette della chiesa parrocchiale, si sono le medesime trovate vuote, ne si sa qual maniera, ne quando sia accaduto un tal svaligio, e per certo vi dovevano esser dentro più di cento scudi.”

“Lì 8 luglio 1777. Ieri sera circa le tre ore di notte nel tirare una navetta su per la Fusia, cadde il cavallo giù per la seriola, e nel mentre che le genti si affaticavano dietro il medesimo si trascurò la barca, la quale portata dall’acqua venne ad attraversarsi agli spartitori di sotto delle Calcine, dove fatalmente chiuse la detta seriola, sicché l’acqua esalveando per le case vicine con pericolo di tutti gli abitanti, scesero per la via delle Calcine medesima, detta la via del ferro, le acque, la strada, per essere parte di ghiaia e parte di breccia o corna, si è talmente tutta rovinata che è impossibile ad andarvi con ogni sorta di bestie ed anche difficile per gli uomini.

Così successivamente essendo passata sopra il ponte della seriola di Chiari e rotolato ha rovinato ancora tutta la strada a monte dell’Ospitale sino all’Ollio dove si è scaricata.”

“Lì 8 settembre 1778. La notte scorsa scoppiò un fulmine contro la nuova chiesa parrocchiale, il quale la colpi in più luoghi assai distanti fra loro, quali sono la parte settentrionale esterna della cupola, il grandioso organo, l’altare della Beata Vergine tutto di marmo e la porta maggiore. Il danno fu piuttosto considerevole nell’organo.”

“Lì 12 genaro 1779. Ieri sera scoppiò poco prima delle quattro ore un terribile incendio nelle vecchie casupole al torchio della Riva con evidente pericolo di abruciare tutta quell’isola di case contigua alla porta di Brescia con sommo pregiudizio di varie famiglie comode, assai provviste di legna e di mobili, biade ed anche seta. Ma grazie a Dio, si è arrivato in termine due ore ad isolarlo ed estinguerlo di poi totalmente. La causa dicesi esser stata una famiglia di Valtellinesi che anno trascurato il fuoco in casa mentre l’avevano piena di foglie e di legna che vanno essi tutto il dì raccogliendo per la campagna ed il simile hanno fatto in un altro luogo poco lontano.”

“Lì 22 gennaio 1780. Sono state rubate in questi giorni alcune canne dell’organo vecchio della facciata dentro.”

“Lì 10 agosto 1780. Un fulmine terribile è caduto alle Calcine in cucina di Giorgio Tominello alle 14 e lo ha percosso in una gamba ed una puta è caduta da un moro nell’orto del Conte Giuseppe Duranti.”

“Lì 15 agosto 1780. Le risse degli ubriachi suscitate in tempo dei santi Vespri nell’ostaria del Piavanino e nella caneva di Carlo Duranti e li amoreggiamenti e tresche delle molte donne di Mura e delle Calcine hanno eccitato l’ira di Dio col mandarci la tempesta a Mura.”

“Lì 13 febraro 1781. In questa scorsa notte li ladri hanno rubato sette camisie e mezzo peso di lino a Massimino Bianchi.”

“Lì 16 febraro 1781. Oggi la figlia seconda del sig. Antonio Facchi per debolezza di mente è balzata nel serioletto in Roncaja.”

“Lì 21 marzo 1781. Questa sera dopo predica ha cessato di vivere Antonio Ponti in chiesa.”

“Lì 25 marzo 1781. Stanotte scorsa su la Riva un certo Agostello è stato ferito mortalmente da un certo Malghesetto con tre coltellate vicino all’ostaria senza causa veruna e gli è stato portato il SS.mo Viatico dopo sonata la campana a martello il detto Malghesetto fuggì perché protetto dal Duranti.”

“Lì 14 giugno 1781. Oggi si è solennizzata la festa del Corpus Domini con gran musica, apparato di contrade e squarcio di cera.

In questa sera un uomo di Credaro ubriaco ha reso l’anima al Divin Creatore alla caneva.”

“Lì 11 settembre 1781. Gieri sera si è fatta sentire una gran scossa di terra ma è durata solo due minuti, senza alcun danno.”

“Lì 2 marzo 1782. Il regnante sommo Pontefice è partito per Vienna per consigliare S. M. l’Imperatore che ha soppresso più di 1800 monache e frati Certosini e non vuole che il sacerdote vada ad assistere un moribondo protestante; vuole che vi sia libertà de coscienza, né che si osservi il concilio di Trento.

Gieri sera il Gandino di Mura ha dato due cortellate a Battista Tura.”

“Lì 14 settembre 1782. Stanotte scorsa dei sbirri hanno condotto in carcere Franco Corna, Domenico Mondone per vagabondi.”

“Lì 22 settembre 1782. Questa sera circa l’Ave Maria un certo figlio del fu Giovanni Quaranta ed il secondo figlio di Lorenzo Cominassi di scandalosa vita ambidue hanno tirato due archibugiate a Carlino Bergametti detto Molinarino e l’hanno ferito mortalmente ed alle 8 di notte rese l’anima al Divin Creatore munito di tutti i sacramenti. Ciò è seguito verso il ponte del Serioletto in Roncaglia.”

“Lì 10 novembre 1782. Questa sera in tempo delli divini ufficii che si facevano in Disciplina due scapestrati e di cattiva vita giovani quasi ubriachi essendo andati a Mura per fare l’amore con una giovane ed avendo ivi ritrovato un altro che era del Cividino dopo breve zuffa l’hanno barbaramente ucciso sulla strada di S. Giovanni ed hanno ferito gravemente anche un suo fratello che era venuto in aiuto dell’ucciso.”

“Lì 26 febraro 1783. I ladri assaltano fieramente.”

“Lì 5 marzo 1783. Oggi è venuto il predicatore della Quaresima che è un padre di S. Giuseppe.  È stato rubato la notte scorsa un sacco di seta bianca nel filatoglio del sig. Giacomo Muzio.”

“Lì 8 marzo 1783. Li sbirri hanno fermato quelli che uccisero il Molinerino e sono stati condotti nelle carceri.
I signori Muzio hanno ritrovato questa mattina il sacco di seta rubatogli l’altro giorno nell’orto.”

“Lì 18 giugno 1783. Lelio Belotto detto Capessa muratore appena giunto a casa per marendare morì sul colpo.”

“Lì 6 ottobre 1783. Nella scorsa notte alcuni malviventi hanno fracassati due casini di uccellanda a portati via gli uccelli.”

“Lì 22 gennaio 1784. Sono cinque o sei notti che nel palazzo del nostro Comune dopo le sette si sentono rumori e fracassi terribili, che riempito hanno non solamente di stupore il sig. Podestà, ma anche un prete vicino ed è stato smorsato ancora il lume al Podestà.”

“Lì 2 maggio 1784. Questa sera a Mura si è mandato in aria un ballone aerostatico dal sig. Angelo Urgnani.”

“Lì 29 gennaio 1785. Li ladri la notte scorsa hanno rotto l’anta della bottega del sig. Paolino Galignani e gli hanno rubato per 300 lire.”

“Lì 22 aprile 1785. Alcuni ladri sono andati nel salotto della Disciplina ed hanno rubata una lampada, un candelliero con sette vasetti di rame traforati da essi ritenuti per argento.”

“Lì 19 giugno 1785. Gieri col suono della campana è stato pubblicato il bando contro il Libretto, olim massaro alla Seresa, perché colpevole dell’omicidio di un uomo del Cividino.”

“Lì 12 settembre 1785. Oggi Antonio de Odol ha ferito con due coltellate Antonio Calepio nell’osteria delle Locatelli.”

“Lì 30 novembre 1785. Gieri notte i ladri hanno rotta la bottega del sig. Paolo Galignani e gli hanno portato via per quattromila lire.”

“Lì 4 aprile 1786. Arcangelo Cominassi con una archibugiata ha ferito Domenico Camorelli.”

“Lì 31 agosto 1786. Gieri è negata la moglie del Faletto nel serioletto sulla Riva.”

“Lì 2 febraro 1787. Sono stati ligati e condotti nelle carceri di Brescia, Giuseppe Cominassi e Giuseppe Locatelli per risse tra di loro.”

“Lì 11 maggio 1787. Stamane Lucia Giula ad ore 15 nel tirare una corda per asciugare i panni nel luogo dei sigg. Galli, gli è caduta addosso una colonna di pietra ed è restata sotto di quella, vittima miserabile.”

“Lì 20 agosto 1787. Franco Baitelli battendo la pietra del molino cadde la medesima pietra a basso e schiacciato le gambe, la coscia, un braccio e fianco ad una sua sorella.”

“Lì 30 settembre 1787. I ladri hanno rubata una rete al rocolo del sig. Pietro Foresti ed un’altra a Cristoforo Urgnani.”

“Lì 24 dicembre 1787. Molti signori di questo paese si sono uniti assieme per dispensare a ciascun individuo bisognoso oncie 10 di farina di melgotto al giorno per carità, essendo quest’ anno molto penurioso.”

“Lì 16 aprile 1788. Nella scorsa notte nel fienile della Raspina di raggione dei sigg. Mignani sul tener di Palazzolo un famiglio con un pal di ferro ha ucciso il suo padrone, che era il massaro dei detti Mignani che era a letto che dormiva; ha ferito anche sua moglie ed un’altra donna con i suoi figli parimenti per potergli derubar tutti i denari, a caso accorse un certo Piantoni della Valena e legò il detto famiglio ad un carro e poi lo ha condotto in Palazzolo, indi dagli sbirri nelle carceri di Brescia.”

“Lì 13 luglio 1788. Stamane Alessandro Pagani ha ucciso un certo Consoli vicino alla seriola di Chiari al Rus, dove è stata posta una croce.”

“Lì 5 novembre 1788. Li ladri hanno … al fosso sulla strada reale di Bergamo a … ladri è stato ucciso a portato qui in piazza … poteva essere conosciuto, ma non è stato mai … .”

“Lì 8 marzo 1790. Questa sera un certo tedesco ha ferito Camillo Folzadri con un pugnale nel petto per una giovane sulla Riva, e questi erano ambedue pretendenti.”

“Lì 9 marzo 1790. È morto il suddetto Folzadri munito di tutti i Sacramenti.”

“Lì 27 giugno 1790. Gieri il conte Giovan Battista Foresti ha fatto una rissa col conte Alfonso Duranti sulla porta per lo stradone.”

“Lì 23 gennaio1791. Con un colpo apoplettico è morto Battista Morandi.”

“Lì 3 agosto 1791. Nella scorsa notte a cagione della grande acqua caduta jeri dal cielo, la seriola di Chiari ha rovesciata la sponda di sera verso i molini d’Erbusco, con grave danno per la nostra campagna e per i filatoglii.”

“Lì 28 agosto 1791. Lì sigg. Muzii, Paganini, Tadoldi ed Omboni per via di canali fanno venire l’acqua dal serioletto della Riva che deriva dalla seriola Fosa e continuano a fra lavorare i loro filatoglii.”

“Lì 31 agosto 1791. Domenica, oggi hanno incominciato a dar acqua alla seriola di Chiari.”

“Lì 3 ottobre 1791. Lunedì. In questa sera fu estratto dalla seriola Fusia, maestro Daniele Piccapietra annegato.”

“Lì 2 dicembre 1791. La scorsa notte un ladro con una scala è entrato in camera di Cristoforo Rossetti, ma non ha potuto rubar niente.”

“Lì 1 gennaio 1792. Domenica. Alcuni scapestrati questa sera hanno ferito un giovane Narino di Mura con una archibugiata.”

“Lì 4 giugno 1792. Lunedì, questa mattina è caduto dalla fabbrica del luogo del sig. Urgnani un muratore.”

“Lì 15 giugno 1792. Martedì. Questa sera temporale con fulmini.
I ladri hanno spogliata la bottega di Giovanni Piemontese.”

“Lì 28 agosto 1792 … Martedì. Questa sera un soldato a cavallo correndo dirottamente ha gettato a terra la Rosalinda Marchi con grave pericolo e danno.”

“Lì 12 settembre 1792. Mercoledì. Questa sera qualche sacrilego ha aperto il banchetto in sacrestia al canonico Foglia ed ha portato via due calici.”

“Lì 10 ottobre 1792. Questa sera Bortolo Giori, detto Cocola ha ferito con una coltellata un uomo di Palosco vino a S. Sebastiano. Si processa per aver rubato dei calici.”

“Lì 31 dicembre 1792. Lunedì. Questa sera ladro sacrilego ha rubato un cuscino di broccato d’oro con bordo d’oro fine e mancò all’altar della Beata Vergine del Rosario.”

“Lì 4 febrario 1793. Lunedì. Oggi è stato condotto nelle carceri un ladro che aveva rubato una tovaglia all’altare del SS. Crocifisso.”

“Lì 30 maggio 1793. Questa mattina in un ruscello di sotto della Valena si è ritrovato morto il curato don Camillo Babante di Pontoglio. Per il funerale si è convenuto tra il parroco di Palazzolo e il Comune di Pontoglio di portarlo al proprio paese.”

“Lì 5 luglio 1793. Venerdì. Gieri alla Calcine si è ritrovato annegato nella seriola Fusia un piccolo uomo.”

“Lì 23 luglio 1793. Martedì. Un soldato nel tirar fuori una pistola da saccoccia la sbarrò insensatamente, e ferì gravemente un suo amico.”

“Lì 16 agosto 1793.Venerdi. Oggi si è abbruciato interamente un fienile di proprietà dei sig. Cavalieri di sopra le Calcine.”

“Li 5 novembre 1793. Martedì. Gieri Nicola Agassi ha scaricato un’arma da fuoco tre volte contro Giuseppe Marchi.”

“Lì 18 novembre 1793. Mercoledì, è stato rubato il masso della pesa pubblica.”

“Lì 31 gennaio 1794. Venerdì, eclissi solare visibile ad ore 18, minuti 53.”

“Lì 27 febbraio 1794. Giovedì, un uomo detto Rossino la scorsa notte ha scaricato un’archibugiata contro Felice Reghino e Felice Pighetti.”

“Lì 6 luglio 1794. Domenica. È stata pubblicata un proclama che invita tutti ad armarsi e perseguire i ladri, i banditi con premio di 50 ducati e chi effettuerà l’arresto di qualcuno e con pena di 6 mesi di prigione a chi non si presenterà venendo comandato. Altro proclama che bandisce tutti i vagabondi, pitocchi con pena di ducati 5 a chi li darà albergo.”

“Lì 13 luglio 1794. Oggi li sbirri e sei dei nostri soldati hanno condotto a Brescia legato Giovanni Schivardi.”

 “Lì 24 luglio 1794. Giovedì. Oggi dai scolari del sig. don Lellio Conti si è data un’accademia poetica dedicata al sig. Arciprete in chiesa vecchia con intermezzo di musica e con applauso universale.”

“Lì 4 agosto 1794. Oggi è stato arrestato Giuseppe Duranti di condizione lavorante di filatoglio e gli sono state invenzionate 11 sovrane, del peltro ed altri effetti che si dice esser di mal acquisto.”

“Lì 24 agosto. Domenica. Nella scorsa notte alcuni ladri sono entrati nel filatoglio del conte Alfonso Duranti, dato in affitto a Giovanni Battista Omboni ed hanno rubate 19 aspe d’organzino.”

“Lì 4 novembre 1794. Martedì. Li sbirri hanno condotto a Brescia Giuseppe Tura.”

“Lì 14 dicembre 1794. Domenica. Gieri sera Battista Almici appena giunto a casa è caduto in terra morto.”

“Lì 25 gennaio 1795. Domenica, nella scorsa notte nella sacristia dell’oratorio di S. Sebastiano, due giovani detti Marenda stavano a vigilare pei paramenti con un fuoco di carbone e questa mattina si sono trovati quasi morti.”

“Lì 4 giugno 1795. Gieri al fosso alcuni assassini hanno ucciso un malghese di Adrara detto Cucchi.”

“Lì 23 agosto 1795. Domenica, questa sera un figlio di Orazio Fachinetto ha tirato un’archibugiata ad un colono della Rodenga sull’osteria della Posta.”

“Lì 7 settembre 1795. Martedì. Un giovane molinaro ai molini di Erbusco, avendo preso un tasso fu morsicato in una mano e quest’oggi si è manifestata la rabbia e questa sera se ne morì.”

“Lì 8 novembre 1795. Domenica. È stato pubblicato un proclama che sospende tutti i mercati bovini, in conseguenza anche quello di Palazzolo per l’epidemia bovina.”

“Lì 24 gennaio 1796. Domenica. Oggi è stato legato Giuseppe Trentino da uno sbirro.”

“Lì 27 gennaio 1796. Martedì. Gieri un giovane Cocca scavando del sabbione sotto il rivone del Rus, vicino alla chiesina dei morti, cadde un grosso pezzo di corna e colpì l’infelice che fu ritrovato morto.”

“Lì 3 marzo 1796. Giovedì, nella scorsa notte è morto un bue di male detto morbetto ad un certo Strabla ed ora è sequestrato dai soldati con tutta la famiglia.”

Lì 21 giugno 1796. Martedì. Gieri sera il sig. Camillo Almici ha ucciso con un coltello un figlio di uno sgarzino detto Maurizio, è stato ucciso a Mura.

“Lì 25 ottobre1796. Nella scorsa notte è caduto arrenato nella seriola di Chiari al di sopra del ponte del Rus.”

“Lì 29 gennaio 1797. Oggi è morto un tedesco prigionieri dei francesi.”

 

“Lì 11 febbraio 1797. Martedì. Gieri un bergamasco essendo andato a dormire in un fienile del sig. Pighetti, cadde a terra e restò morto. Gieri sera a due ore di notte da alcuni è stato levato l’orologio al sig. Redolfo Vitali vicino a casa sua.”

“Lì 20 febbraio 1797. Nella scorsa notte Bernardino Consoli è stato assalito da un colpo apoplettico, per cui è stato ritrovato morto.”

“Lì 10 ottobre 1797. Martedì. Alle ore 18 è caduto il ponte del Bosco di Capriolo nella seriola Fosia, l’acqua rialzandosi ha rotta la sponda verso la seriola di Chiari e questa in poco tempo essendosi riempita della gera ed acqua di quella della Fosia, ruppe la sua sponda verso l’Oglio con grande danno degli edifizii.”

“Lì 15 gennaio 1798. Lunedì. Questa mattina sono stati impiccati 4 assassini alla Santella della fabbrica, i quali ammassarono un cavallante di Chiari.”

“Lì 21 gennaio 1798. Giovedì, inondazione del fiume Oglio.”

“Lì 25 agosto 1799. L’altro giorno si è annegata dicesi a bella posta la moglie di Giovanni Schivardi nel fiume Oglio; è stata ritrovata a Calcio.”

“Lì 2 novembre 1799. Abbiamo una escrescenza dell’Oglio.”

“Lì 23 dicembre 1799. Un certo Francesco Giulietto delle Calcine, volendo condurre di nascosto della biada in bergamasca, contro l’ordine del governo, attraversando di notte tempo il fiume Oglio con quattro mule, dalla rapidità delle onde furono rovesciate e così morirono.”

Francesco Ghidotti