AD OGNI CHIESA IL SUO CAMPANILE

pubblicato il: 01 febbraio 2012
da: Il Giornale di Palazzolo s/O

La prima attestazione circa l’uso delle campane, collocate su apposita torretta per chiamare i fedeli, risale al 561. La diffusione di questa pratica parte dall’ottavo secolo, quando papa Stefano II fa costruire una torre campanaria, dotata di tre campane, nella Basilica di San Pietro.

La primigenia chiesa cristiana palazzolese, databile al V-VI secolo, non aveva un campanile. Solo nella seconda chiesa, quella romanica, risalente al secolo XII, compare una torre campanaria, che si incorpora nell’angolo sud-est dell’edificio. Campanile che nei documenti coevi viene denominato “Toracium horarum”, torrazzo delle ore, perché portava, oltre alle campane, anche l’orologio della comunità.

La Pieve romanica palazzolese, prima dell’ultimo ampliamento.

Nell’ultimo ampliamento della chiesa, negli anni 1475-1500, il Torrazzo vene decapitato per la creazione della navata meridionale. Per rimediare alla privazione del campanile, sull’angolo del Torrazzo se ne innalza nel 1482, uno più piccolo sul quale sono issate due campane, seguite da una terza nel 1491. Questo campanile, ai primi anni dell’Ottocento, dà segni di cedimento. Nel 1803 si calano le campane ed è demolito dieci anni dopo. Il materiale sarà utilizzato per pavimentare la caserma Disciplina e per la nuova Torre, i cui lavori erano iniziati nel 1813.

Nel 1712 viene innalzato il campanile della chiesa di San Francesco.

All’inizio dell’Ottocento, nel centro storico c’erano il campanile della Pieve e quello della vicina chiesa di San Francesco.

In una rara fotografia del 1895, si può notare, a sinistra della Torre, il campaniletto della Pieve, poggiato sull’angolo della navata sud, dove un tempo svettava il Torrazzo delle ore. È scomparso quello della chiesa di S. Francesco, oggi Teatro Sociale, che è presente nei disegni del Ronzoni (1823), e dello Joli (1858). Era stato infatti demolito nel 1869, quando l’immobile era stato trasformato in teatro.

Nelle ultime righe della deliberazione del 22 gennaio 1713 della Congrega generale della Confraternita della B. Vergine del Gonfalone, che aveva sede nella chiesa di S. Francesco, si legge che “viste le grandi spese occorse per l’occasione della fabbrica del campanile e delle campane, non saranno distribuite gratuitamente, nella festa della Candelora, le candele ai confratelli e alle consorelle. I ceri saranno riservati agli offerenti di legne, frumento e minuto nelle questue periodiche.”

La data della delibera è del gennaio; è evidente che campanile e campane sono del 1712, trecento anni fa.

Ai primi dell’800 la chiesa è trasformata in caserma e poi, acquistata da un gruppo di soci, in Teatro. Il campanile è in precarie condizioni di stabilità, interviene allora un compromesso tra la Società del teatro, il Comune e la Fabbriceria per la demolizione e la costruzione di un nuovo campanile, da collocare sull’angolo meridionale della Pieve, utilizzando la scala a chiocciola dell’antico Torrazzo delle ore. Le due campane, allora su un’impalcatura provvisoria, furono issate sul nuovo campanile.

 

Francesco Ghidotti