Ceco era più grande di me. Era più grande di circa dieci anni.
Inoltre io mi sono avvicinato tardi alle vicende politico amministrative di Palazzolo.
Per questo io non ho conosciuto Ceco negli anni in cui lui ha fatto praticamente tutto:
Segretario di Partito, Consigliere comunale, Assessore, Sindaco, Consigliere provinciale, e
ancora, fondatore del sistema bibliotecario, giornalista, storico e … maestro.
Io Ceco l’ho incrociato le prime volte a metà degli anni settanta, quando, con l’approvazione
dei Decreti Delegati della scuola io, quale genitore, ero stato eletto primo Presidente del
Consiglio di Circolo di Palazzolo e poi anche Presidente del Consiglio Distrettuale di Iseo.
Con Ceco, che in quegli anni era ancora insegnante, ci eravamo conosciuti in qualche
assemblea della scuola in cui avevamo avuto occasione di scambiarci qualche idea, fra
l’altro quasi sempre coincidenti.
D’altra parte, il maestro Ghidotti, nelle assemblee non era uno che non si faceva sentire.
Però il primo mio incontro con Ceco avvenne subito dopo le elezioni comunali del 1980 in
cui io ero stato eletto e nominato assessore alla cultura e Vicesindaco.
Qualche giorno dopo la nomina, Ceco venne a trovarmi in Comune e mi parlò di un lascito
della famiglia Cicogna Rampana a favore del Comune, risalente addirittura ai primi anni
trenta a cui il Comune non aveva mai dato seguito.
Il lascito consisteva nella importante struttura immobiliare di via Britannici in cui il Comune
avrebbe dovuto istituire una Fondazione con un centro culturale di ricerca della storia di
Palazzolo e il Museo della Città in cui inserire documentazione, reperti e ogni elemento che
dimostrasse la crescita sociale ed economica della Città.
Mi motivò che questi immobili erano stati gestiti, prima dagli ultimi eredi della famiglia
Cicogna Rampana e successivamente, fino al suo scioglimento avvenuto nel 1970, da una
Associazione che si era però limitata a gestirne gli affitti. Da allora la gestione era passata al
Comune ma il lascito non era mai stato perfezionato.
Ceco mi chiedeva pertanto con la sua usuale carica di “entusiasmo” di avviare finalmente la
procedura di istituzione della Fondazione.
Io allora lo pregai di fornirmi tutti gli elementi documentali per permettermi di parlarne in
Giunta.
Purtroppo il ciclo amministrativo del 1980-1985 fu un po’ turbolento e io lasciai l’assessorato
poco dopo per cui la cosa non ebbe seguito.
Invece i primi incontri di mia consultazione con Ceco si trasformarono presto in profonda
amicizia iniziarono subito dopo le elezioni comunali del 1985 nelle quali fui eletto Sindaco.
Appena insediata l’Amministrazione, di comune accordo, riprendemmo subito in mano la
questione Fondazione Cicogna Rampana e, grazie anche alla sua assistenza, già l’anno
dopo (1986) il Consiglio comunale approvava all’unanimità l’istituzione della Fondazione
Cicogna Rampana insieme allo Statuto in cui, con una piccola forzatura riuscii a fare inserire
che la nomina del primo Presidente della Fondazione sarebbe spettata al Sindaco e che il
primo Presidente, terminato il suo mandato, sarebbe rimasto poi di diritto anche nei Consigli
successivi.
Ero infatti convinto, e lo sono tuttora, che soltanto la passione, la competenza e l’entusiasmo
di Ceco avrebbe potuto garantire il successo di una Fondazione che decollava con una
struttura immobiliare abbastanza degradata, con scarsissime risorse economiche e con
carica presidenziale del tutto gratuita.
E la mia scommessa funzionò: Ceco si immerse subito nell’attività della nuova Fondazione e
dopo pochi mesi riuscì a circondarsi di un gruppo di volontari che gli permisero in poco
tempo di avviare la raccolta e l’organizzazione di una prima importante documentazione e di
dare avvio alla rivista Memorie illustri di Palazzolo di Palazzolo sull’Oglio.
Io ebbi poi la fortuna, essendo rimasto Sindaco fino al 1995 e essendo come tale membro di
diritto nel Consiglio della Fondazione di poterne vedere i progressi.
Quegli anni mi permisero inoltre di rendere costanti i miei rapporti con Ceco che divennero
presto per me, oltre che un consolidato rapporto di amicizia, anche una preziosa fonte di
consigli e di confronto che mi aiutarono molto nella mia attività di Sindaco.
Credo così di poter affermare che non ci furono progetti importanti della mia
Amministrazione che non beneficiarono anche del contributo dei consigli e delle esperienze
di Ceco.
Fra questi in particolare la riorganizzazione di tutta l’area del centro storico: in quegli anni la
viabilità della Piazza era a doppio senso con la precarietà in alcuni periodi della percorribilità
del ponte romano. L’attuale piazzale Papa Giovanni era uno sterrato conseguente alla
demolizione della fabbrica NK. Il fiume Oglio a seguito della costruzione della Centrale
Italcementi da anni nei mesi estivi e autunnali rimaneva pressoché asciutto e l’attuale area
del Parco delle Betulle, dopo la demolizione di tutti gli edifici artigianali, era rimasto un
disordinato bosco incolto con dubbia presenza, particolarmente in prossimità del ponte
ferroviario, di residui bellici.
Su questo grande progetto la collaborazione del “sapere” di Ceco fu importante: primo
intervento la sistemazione (che per la verità doveva essere provvisoria) dell’area dell’attuale
piazzale Papa Giovanni a parcheggio; secondo intervento il recupero di un livello minimo di
acqua in tutto l’alveo del fiume a nord del piazzale e di fronte al parco, ottenuto dopo un
duro confronto legale con l’Italcementi, proprietaria della Centrale idroelettrica; subito dopo,
la formulazione di due progetti del ponte che un partecipatissimo referendum fra i
Palazzolesi consentì di scegliere il progetto per costruire la struttura che oggi vediamo; infine l’acquisto da una società privata dell’area dell’attuale Parco, la sua bonifica e l’affidamento di un primo progetto per un parco pubblico allo studio urbanistico del Comune.
Quanti incontri e quante ore passate a discutere di progetti ma anche di Politica.
In questo anno trascorso dalla sua scomparsa avevo un forte timore: che anche il ricordo di
Francesco Ghidotti cadesse nel silenzio così come purtroppo è capitato ad altri che hanno
dedicato parte della loro vita a questa nostra Comunità.
La giornata di oggi mi tranquillizza e ringrazio pertanto tutti quelli che si sono impegnati a
organizzarla.
Mario Bertoli

