QUELLA VOLTA CHE – “Francesco Ghidotti maestro“, nel ricordo di Rita Cirillo

Conobbi il mio maestro Ghidotti e il suo immancabile sorriso il 1ottobre 1970, quando divenne il maestro della mia classe, dalla terza alla quinta elementare. 

I ricordi di quegli anni sono ancora oggi numerosi e tutti accomunati dall’essere orientati alla scoperta di Palazzolo e più in generale del mondo in cui vivevamo. 

In quel periodo uscivamo spesso da scuola per vedere e conoscere diverse realtà locali: ricordo in particolare quella volta in cui ci recammo presso la centrale idroelettrica, dove scoprimmo come funzionava una turbina, ma anche le uscite alla centrale del latte, dal tipografo o dal fornaio che ci mostrò le varie fasi della panificazione. 

Così come ricordo molto bene i coinvolgenti racconti sulla storia della Torre di S. Fedele, dell’edifico scolastico, che era stato ospedale durante la prima guerra mondiale, del castello, del torrione di Mura… storie che poi, dopo un lavoro in classe di realizzazione con le tecniche tradizionali di stampa a caratteri mobili, davano vita e forma al nostro quaderno/libro sulla nostra città.
E ancora ricordo vivamente il mio sentirmi orgogliosa di essere palazzolese, così come il sentirmi investita del ruolo di “guida turistica” per i parenti che venivano a trovarmi… 

Costante era l’attenzione agli avvenimenti contemporanei: quella volta che alla radio ascoltammo in diretta uno degli spogli per l’elezione del Presidente della Repubblica, che portò poi all’elezione di Giovanni Leone: ancora risuona la litania della lettura di nomi che si ripetevano (Saragat, Saragat, Leone…) risultando da un lato noiosa, ma che allo stesso tempo seguimmo con un senso di sacralità; oppure quella volta che ci recammo nel soggiorno di casa dell’allora custode per vedere in televisione l’allunaggio dell’Apollo 14 e, ancora, quando il maestro ci portò ad assistere alla cerimonia della posa della prima pietra per la costruzione di una nuova scuola elementare, innovativa nella sua progettazione: la scuola di Sacro Cuore, che, a mia volta “maestra”, è diventata “la mia scuola”… .

Rita Cirillo

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