Dall’asilo all’università, si contano sulle dita di una mano gli insegnanti che lasciano il segno.
E Francesco Ghidotti, benché non sia stato un mio maestro di scuola, c’è su questa mano.
Gli insegnati bravi sono rari, perché non comunicano solo nozioni, ma esercitano la fascinazione.
Gli insegnati bravi come il maestro Ghidotti, quando raccontano, ti aprono prima il cuore e poi la testa.
Ero studentessa di Architettura, quando mi sono presentata per la prima volta alla Fondazione Cicogna Rampana per fare un rilievo della sua sede storica per l’esame di restauro.
Ricordo però quel pomeriggio, terminato senza rilevare nulla: il maestro mi aveva accolta e accompagnata in una lunghissima e appassionata visita al palazzo.
Tornandovi altri pomeriggi per finire il lavoro, lo ascoltavo, così, raccontare i suoi mille progetti ideali.
Il “Museo della Città” era uno di questi.
Tutto da inventare e costruire, attorno al camice stropicciato e intriso di colore di Matteo Pedrali.
Il progetto dell’”Isola”, invece, immaginava il parcheggio di fronte al municipio sprofondare nelle viscere della terra per divenire un avveniristico parking sotterraneo. A lato si sarebbe ripristinato il ramo del fiume un tempo interrato, per ricreare così una verde e accogliente “Île de la Cité”.
Quello della “Sinfonia dei ponti” immaginava accendersi la notte – al passaggio di un pedone e uno dopo l’altro – il ponte romano, la passerella e il ponte nuovo, in uno spettacolo corale di luci e musica.
Il maestro Ghidotti è stato l’archivio storico in persona della mia città, così come il sig. Piva è stato l’archivio vivente della mia biblioteca. Ad ogni domanda su Palazzolo, lui era la risposta sicura.
Quando ho lasciato l’architettura per dedicarmi al digitale, il Maestro mi ha proposto innumerevoli volte di aiutarlo nell’informatizzazione dei suoi archivi storici, raccolti in tanti anni di studi e collezionismo. Ma essere mamma lavoratrice non mi ha permesso allora di avere il tempo che avrei desiderato dedicargli.
Dopo qualche anno, l’idea di proporre a un mio cliente un libro di storia locale su “La fabbrica del filo” è stata l’occasione per riallacciare un rapporto più fitto con lui. Ed è stata una vera avventura!
Soprattutto accordare il Maestro con il mio ex suocero Marino Gamba: entrambi co-autori del libro e storici locali puntigliosi e dall’ego importante.
Il Maestro abitava a pochi passi dal mio ufficio e spesso la mattina, andando in piazza a piedi, si fermava per un saluto o per chiedere un consiglio informatico, in cambio qualche chicca d’arte o di storia locale.
È stato durante quest’assidua frequentazione del Maestro ormai anziano, che più mi sono affezionata a lui. Così, con i miei soci d’ufficio, abbiamo deciso di regalargli per il suo ottantesimo compleanno un suo sito internet. Il Maestro vi ha caricato personalmente moltissimi suoi scritti e documenti storici e tiraccontopalazzolo.it è oggi ancora on-line e disponibile a tutti.
Pochi mesi fa, Giulio Ghidotti, cugino del Maestro, mi ha contatta per capire le sorti di questo lascito morale. L’idea comune è stata di conservare questa preziosa memoria, aggiornarla tecnicamente e renderla base di futuri sviluppi.
Man mano avanzano gli anni, mi auguro di avere più tempo a disposizione da dedicare anche a questo progetto. E ci sono motivi per dire che siamo già a buon punto!
Laura Dossi

