CALICANTO

In questi giorni soleggiati di fine anno, passeggiando qua e là a bordo del fiume, non è così difficile incontrare arbusti di Calicanto. Se ne trova uno in particolare nel bel parco della Villa Kupfer di Palazzolo, lo si nota subito fin da lontano dal tanto giallo che è. Si viene colpiti soprattutto dal suo particolare ed intenso profumo e dalla ricca fioritura che pare anticipare la primavera.

Il calicanto, chimonanthus, appartiene alla famiglia delle calycanthaceae ed è originario della Cina. Il suo nome è di origine greca e significa Fiore d’Inverno.
Una leggenda narra di un pettirosso che stanco e infreddolito cercava riparo per riposare, proteggersi e scaldarsi un po’. Ma d’inverno tutti gli alberi sono spogli e magri, tranne il Calicanto.
L’arbusto chiamò a sé il pettirosso, lo ospitò presso i suoi rami e con le sue foglie ingiallite lo riscaldò. Nonno Gelo, che aveva visto il bel gesto, volle ricompensare il Calicanto e fece cadere sull’alberello una pioggia di stelle brillanti e profumate.
Ed è per questa leggenda che nel linguaggio dei fiori il Calicanto simboleggia l’affettuosa protezione.

Un rametto di Calicanto in fiore è il dono ideale quando si vuole offrire la propria protezione alla persona che dovrà riceverlo.
Secondo le usanze popolari il Calicanto, essendo una pianta che risveglia lo spirito ed il corpo con il suo profumo, dovrebbe essere usato per sfregarsi e profumarsi, ogni mattina, polsi e caviglie al fine di rinforzare e rinvigorire le ossa e le fasce muscolari.

La caratteristica peculiare del Calicanto sono i fiori di colore giallo con interno porpora, che sbocciano ben prima che la pianta abbia cominciato a produrre le foglie: il risultato è un arbusto all’apparenza secco, completamente ricoperto da fiorellini molto profumati.