PERCORRENDO LA VALLE DELL’OGLIO: SEI PONTI SULL’OGLIO (11)

pubblicato il: 01novembre 2008
da: via33

NON SO IN QUANTI COMUNI, TAGLIATI IN DUE DA UN CORSO D’ACQUA, SONO IN FUNZIONE TANTI PONTI IN UNO SPAZIO COSI’ BREVE.
– UNDICESIMA PUNTATA

“La storia di Palazzolo è conglobata tutta, capitolo per capitolo, di epoca in epoca, nei suoi tre ponti: per i pedoni ed i carri, i treni, le automobili.” Così iniziava un articolo di V. Brunoni del dicembre 1949.

“Il primo più vetusto, lo gettarono i Romani per lasciarlo ricostruire ai Longobardi. Sopra, con accanimento, ci si azzuffarono a più riprese Bresciani e Bergamaschi, impegnati, allora, di continuo a trasportare il confine tra le due province, al di qua ed al di là dell’Oglio. Più tardi ancora vi transitò Ezzelino da Romano con ottomila cavalli, Niccolò Piccinino, capitano dei Visconti e Pandolfo Malatesta.

La Serenissima scolpì sui piloni del ponte il suo leone alato; i Francesi lo fecero saltare, i Cosacchi di Suvaroff completarono la distruzione.

Il secondo ponte, per la ferrovia, ed il terzo per l’autostrada (quest’ultimo arditissimo a tre sole arcate, piantate come gambe di un trampoliere tra le rive scoscese) li attuò, in epoca recente, il progresso. Squadriglie di bombardieri, sempre in nome del progresso, li polverizzarono, a più riprese, tutt’ e due.

Oggi i tre ponti di Palazzolo, sono più che mai vivi ed indaffarati, protesi sull’Oglio, ad unire le due sponde non più nemiche.”

 

Il ponte romano.

Dei sei esitenti ora, il ponte più antico è del IV secolo, l’ultimo è stato inaugurato nel 1998. Fino alla metà dell’800 c’era solo il primo. Poi sono sorti gli altri cinque.

Nelle cronache si trovano eventi con al centro il ponte in pietra di Palazzolo.

Il primo risale all’agosto dell’anno 875. Vescovo di Brescia era Antonio I e, durante il suo episcopato, muore a Ghedi l’imperatore Lodovico II. In accordo con l’imperatrice Engelberga, il vescovo lo fa seppellire a Brescia. Ansperto, vescovo di Milano, ne reclama le spoglie, ma Brescia non le vuole cedere. Ansperto, col clero e i vescovi di Bergamo e Cremona, parte per Brescia. Cinque giorni dopo la morte dell’imperatore, il corteo, pregando e cantando, riprende la via per Milano portando le spoglie contese.

Nel clero si trova il prete Andrea, “in verità, scrive, io c’ero e portai per un tratto il feretro mentre si passava il fiume chiamato Oglio verso il fiume Adda.” Su questa testimonianza i commentatori dell’evento individuano il percorso tenuto dal corteo: la via che da Pons Aureoli (Canonica d’Adda), per Urgnano e Ghisalba metteva direttamente al ponte di Palazzolo. Questa, secondo me, è la più antica testimonianza scritta del passaggio sul ponte romano.

Nei due secoli 1250–1450, il ponte è al centro di eventi, soprattutto bellici, che si svolgono intorno e sul ponte. Si ha notizia che nel 1415 si procede a riparazioni alla vetusta struttura: tra il 7 ed il 10 settembre nel Liber Massarie è ricordata la riparazione della “trabata” verso la Rocchetta. Alla fine del secolo viene interrata l’arcata verso la Piazza e viene allargato il piano viabile verso valle. Nel 1483 e 1540 è sempre detto “in pietra”. Il manufatto era tenuto in ordine e transitabile per incassare il pagamento del dazio del “pontatico” di cui i Palazzolesi, ad ogni cambiamento di regime, si affrettavano a chiedere la riconferma.

I recenti lavori di consolidamento delle fondamenta dei piloni hanno permesso di osservare la loro parte più antica. Essi poggiano nell’alveo e sono formati da pietre bianche, squadrate, di un metro per un metro per trenta centimetri, lavorate a scalpello in modo accurato e hanno resistito senza problemi alla corrente del fiume. La tecnica, a detta degli esperti archeologi – sommozzatori che li hanno esaminati, è chiaramente romana.

 

Il ponte ferroviario.

La nascita di una strada ferrata che collegava Milano e Venezia, vede fra le opere più significative, il viadotto, che unisce le due sponde del fiume in posizione parallela all’antico ponte “burdigalense”.

La linea viene aperta al traffico il 12 ottobre 1857. Il ponte sull’Oglio, progettato dall’ing. Girolamo Silvestri, è costruito negli anni 1855-57. Lungo 270 metri e largo 9, è alto nel punto massimo 40; ha nove archi a pieno centro col raggio di 10 metri. Viene parzialmente distrutto dai bombardamenti aerei del 1944-45, ricostruito nelle stesse forme e dimensioni, è inaugurato il 27 maggio 1946.

 

La passerella.

Per raggiungere il nuovo edificio scolastico, costruito all’inizio del Novecento sul Lungo Oglio, si rende necessaria la costruzione di una passerella in centro al paese. Terminata nell’ aprile 1910, l’opera in cemento armato su progetto dell’ing. Leonardi, dopo incertezze sulla sua percorribilità e numerosi collaudi, viene utilizzata dai pedoni dal febbraio 1913.

 

Il ponte autostradale.

Una delle opere più imponenti dell’autostrada Brescia-Bergamo, aperta nell’agosto 1931 è il viadotto dell’Oglio, lungo 284 metri, è costituito da tre arcate paraboliche di 61 metri di luce. L’arco centrale cadde il 24 febbraio 1945 a seguito dei bombardamenti aerei. Ricostruito nel 1946, il ponte è riaperto al traffico veicolare il 15 dicembre dello stesso anno. Nel 1964 se ne aggiunge un secondo e nel 1994 un terzo, di forma e struttura diverse.

 

Il ponte Europa.

L’alleggerimento del traffico, nel centro storico di Palazzolo, è potuto avvenire colla creazione della tangenziale, che supera il fiume a sud dell’abitato con il viadotto sovrastante i “Prati d’Oglio.” Costruito negli anni 1962-64, è aperto nel maggio 1964; è lungo 168 metri e largo 17,50.

 

Il ponte dell’Isola.

La sua costruzione, iniziata nel febbraio 1996, è portata a termine alla fine del 1997. Progettato dall’arch. Favole e dall’ing. Martinez il ponte è stato aperto al traffico nel gennaio 1998. Ultimo dei sei manufatti, il modernissimo e, per alcuni aspetti, criticato ponte, sospeso su funi d’acciaio, unisce via XX Settembre col Lungo Oglio, la passeggiata dei Palazzolesi, che si è trasformato in un’arteria a due sensi di marcia per i veicoli, che erano costretti a compiere un lungo giro per attraversare la città.

Non so in quanti comuni, tagliati in due da un corso d’acqua, sono in funzione tanti ponti in uno spazio così breve! Costruiti in epoche diverse e con materiali e soluzioni tecniche diverse, i sei ponti sono un altro elemento caratteristico di Palazzolo.

Francesco Ghidotti