PALAZZOLO E LA FAMIGLIA DURANTI (1)

pubblicato il: 1 giugno 2005
da: Memorie illustri di Palazzolo sull’Oglio

 

Introduzione.

Tante sono a Palazzolo le “presenze” che ricordano i Duranti: le loro dimore, edifici imponenti, sparsi nelle tre quadre di Riva, Mercato e Mura; gli stemmi che campeggiano nei porticati e sui portoni, le lapidi tombali del notaio Bartolomeo e del vescovo Andrea, le pergamene della raccolta Maza Brescianini, ed i molti richiami in cronache e documenti d’epoca.

A più riprese avevo abbozzato uno schema per affrontare il tema dei rapporti fra le famiglie Duranti e la nostra comunità, ma avevo sempre rimandato in attesa di poter disporre di nuovi documenti.

Si trattava di mettere insieme carte che coprono l’arco di sette secoli. Con l’aiuto di fonti fino a poco tempo fa sconosciute, mi sento di affrontare ora questo tema.

Gli archivi della famiglia Duranti.

Nel suo studio su La famiglia Duranti ed i suoi Vescovi, [1] mons. Guerrini accenna agli Annali della Famiglia Duranti [2] da cui mons. Fé aveva potuto raccogliere molte notizie biografiche sulla carriera ecclesiastica del cardinale Duranti. Trattando dei fondi dell’Archivio Storico Civico di Brescia scriveva che “questo archivio accoglie in donazione vari altri archivi privati e pubblici fra i quali l’Archivio dei conti Duranti di Palazzolo.” [3]

A questi documenti vanno aggiunte le pergamene e le carte della famiglia di Giulio e Giuseppe Duranti nell’Archivio della Congrega della Carità Apostolica di Brescia [4].

Gli alberi genealogici.

Per poter affrontare questo argomento è indispensabile avere a disposizione degli alberi genealogici; uno molto chiaro è stato compilato alla fine del XVI secolo: inizia con Prudenzio (sec. XIII) e termina, dopo dieci generazioni, coi nati alla fine del ‘500. Ci sono dieci generazioni di maschi Duranti, con specificati titoli, cariche e professioni.

Due alberi sono nel manoscritto del Faino [5], due negli Annali dello Zilioli [6], altri compilati dal Lodrini [7] e, ultimamente dal Chiappa [8].

Altre fonti.

Nei registri parrocchiali di S. Maria Assunta di Palazzolo [9] si possono reperire atti di nascita, morte e matrimonio relativi ai Duranti palazzolesi. Nella raccolta Maza Brescianini  [10] sono conservate pergamene e atti Duranti.

Testamenti, polizze d’estimo, catasti e stime di agrimensori mi serviranno per aggiungere altri dettagli alla narrazione e verranno indicati nelle pagine che seguiranno.

I Duranti dal bergamasco a Palazzolo.

È certo che esiste un rapporto fra i Duranti di Palazzolo, poi “cives brixiae” ed i Duranti bergamaschi.

Sempre nella citata busta 183, è conservato un documento della fine del ‘500 così intestato: “Memoria haec est diversorum instrumentorum antiquorum et modernorum nobilium Civium de Durantibus Mag.ce Civitatis Bergomi rogat. per diversos notarios et existentium apud diversas personas” in cui sono elencati documenti che vanno dal 1246 al 1574, con indicato dov’erano conservati.

Anche nella Raccolta Maza Brescianini è presente una pergamena con la Memoria di documenti sui Duranti bergamaschi. [11]

Utilizzando queste fonti è possibile far precedere, nell’albero che inizia con Prudenzio, le generazioni di Manfredino e dei suoi figli Bartolomeo, Lanfranco e Bonaventura.

Manfredino, vissuto nella prima metà del‘200, “civis Pergami”, era stato console di giustizia ed è citato nello Statuto di Bergamo dell’anno 1237. La sua famiglia era proprietaria di una torre in città alta, detta Torre dei Durenti in Pendezza, più tardi nota come Torre de Ponzinalibus. Già morto nel 1250, aveva lasciato tre figli: Bartolomeo, Lanfranco e Bonaventura.

Bartolomeo, aveva per moglie una certa Grana, proprietaria nel 1262 di una “appotheca sub mercato veteri Civitatis Pergami.”

Figli di Bartolomeo sono: Pietro, che nel 1308 affitta beni nel paese di Mornico, è console di giustizia e giudice a Bergamo nel 1326; Prudenzio, con un figlio Giovanni, che compare nel 1344 in un atto di cessione da parte di Matteo da Verdello. In un’altra investitura del 1346 si qualifica come “fu Prudenzio.”

Figlio di Giovanni è Benedetto, che nel 1364 è curatore dei beni di Enrico fu Pagano Duranti, locatario della torre in contrada “in Pendenzia” con certe case che le erano vicine. Questa torre, rovinata dal terremoto del 1347, fu riattata ed affittata nel 1364 e nel 1386.

Ha due figli: Giovanni, ucciso dai guelfi a Mornico il 10 aprile 1398 e Bertolino, che, insieme al nipote Prudenzio, compare nell’estimo di Bergamo del 1430; ha tre figli: Pecino, che nel 1458 partecipa all’incanto della “domus furni “di proprietà del Comune di Palazzolo [12], Giovanni e Benedetto.

Come si vede all’inizio de secolo XV° i Duranti hanno già rapporti colla nostra terra.

Figli di Giovanni sono Prudenzio e Melchior; quest’ultimo, “civis Bergomi”, abita in contrada di Mercato, in una casa vicino alla vecchia parrocchiale; compare nel Liber massarie del 1415  [13] e nel 1417 è annotato nel Liber imbotaturarum  [14]; nel 1426 acquista, insieme col fratello Prudenzio, dei beni che nel 1447, con atto del notaio Cristoforo de Ferandis, vengono divisi. Nel 1448 figura nell’estimo di Bergamo, nel 1452 acquista beni da Pecino fu Bertolino Duranti; ha tre maschi: Giovanni, Bartolomeo e Giacomo

Giovanni, Bartolomeo e Giacomo figli di Melchior.

Giovanni

Negli estimi dei “cives” palazzolesi del secolo XV° [15] compare sempre e solo Giovanni come proprietario di 190 piò di terra. Nel 1447 acquista una pezza di terra arativa e vidata a Palazzolo, nel 1456, con atto del notaio Lorenzo di Martino de Rondi, compra altra terra unitamente ai fratelli Bertolomeo e Giacomo. Nel 1458, in un atto del notaio Cristoforo fu Stefano de Ferandis, si qualifica come “Giovanni Duranti da Bergamo, abitante in Palazzolo.”

Agli inizi del 1459 faceva ancora parte del nostro Consiglio Comunale da cui si ritira il 5 agosto, perché accolto tra i “cives” bresciani. Nel 1481 è uno dei due reggenti del Consortium Charitatis.

I suoi figli sono don Agostino, Gabriele, Alessandro e Melchior, notaio. Abitano nella vecchia casa “in contrata Platee Superioris sive pontis seriole de Claris.” Muore alla fine del’400.

Bartolomeo

Nato a Palazzolo intorno al 1420, è l’artefice della fortuna di questo ramo Duranti. Giovane notaio, nel 1442 presenta la sua richiesta al Consiglio Generale di Brescia per essere annoverato fra i “cives” bresciani.

Con delibera del 26 marzo è creato cittadino essendo “persona di buona condizione e fama che ha deciso di lasciare la campagna per abitare in Brescia.” Egli ha aperto uno studio notarile in città dove lavorano il fratello Giacomo, il nipote Melchior ed il figlio Nicola, che sarà giudice collegiato; è in ottimi rapporti sia con l’ambiente aristocratico bresciano, sia coi Palazzolesi, di cui è considerato “protettore”, tanto che nel gennaio 1463 il Consiglio Comunale [16] ricambia “se non in tutto, almeno in parte ser Bartolomeo per aver patrocinato varie cause comunali” donando a lui e ai fratelli “de domo tombae” un livello perpetuo di sette denari e mezzo che era già dei Cimini.

Il gesto si ripete due anni dopo, nel gennaio 1465, quando vengono trasferiti ai Duranti altri diritti su beni già di Donino Schanamojeri.

Professionista stimato, riuscì a mantenere una numerosa prole con cinque maschi: Lodovico (1471), mons. Pietro (1462-1539) avviato alla carriera ecclesiastica, Gerolamo (1447), Nicola e Marco (1459).

Nel 1445 riceve l’incarico da Tadiola, figlia del fu Giovanni da Verdello, vedova di Pietro da Sovere, di ricuperare metà di tutta l’eredità della fu Grana, moglie del fu Bartolomeo Duranti [17].

[18] Nel 1456, compra anche a nome dei fratelli Giovanni e Giacomo un appezzamento di terra nella Contrada delle Ventighe, già appartenuta a Giacomo Zamara.

Dal 1457 al 1469 acquista dal Terzo Fusia di Palazzolo diritti d’acqua dei canali Carvasaglio, Ceresa e Gardale, per irrigare i terreni del Gazolo, del Guastraz, del Draso e delle Gonzere, comprati dal 1465 al 1484.

Nel 1468 aveva comprato “da Stefano e fratelli Viniani e da Antoniolo Scaramuzzini una pezza di terra ortiva, arativa e broliva con una casa fuori di Palazzolo dirimpetto la porta di Carvasaglio, confinante a mattina col compratore, a mezzodì ingresso, a monte fossa, a sera strada pubblica di pertiche 3,04 in circa con la ragione di adaquar con l’acqua della seriola Vetra di Chiari per il prezzo di L. 112 plt.”

Nel 1460 è rappresentante del ramo palazzolese della seriola Vetra e procuratore per il ramo di Chiari. Nel 1485 difende i “cives” palazzolesi nella contesa con gli “homines” per le spese degli alloggiamenti dei soldati di stanza a Palazzolo. Nel 1491 un pellegrino muore nell’osteria di sua proprietà, facendo scrivere al cronista Nassino che i Duranti “furono osteri” [19]. Intorno al 1496 possiede 552 piò di terra e una casa d’abitazione fuori dalla porta di Riva sulla strada per Brescia. Come è scritto sulla lapide tombale del 1501, conservata nella Pieve, è “civis Brixiae ac Bergomi.”

Giacomo

Abita stabilmente in Brescia, è padre del medico Arcangelo, che esercita a Palazzolo, di Francesco e di Maddalena, che si maritò nel 1486 con Stefano di Manerbio con dote di L.600 plt. e rimase vedova nel 1518.

 

Albero genealogico dei Duranti da Manfredino (sec.XIII) ai fratelli Giovanni, Bartolomeo, Giacomo (sec. XV)

 

 

 

 

 

NOTE:

[1] P. Guerrini, La famiglia Duranti ed i suoi Vescovi, in “Brixia Sacra”, 1911, pp.85-109

[2] Brescia, Arch. Stor. Civico, Annali di questa illustre casa Duranti e di altre famiglie. Estratti da tutti li documenti per me f. Clemente Zilioli Domenicano l’anno del Signore 1740 – Tomo I, Brescia.pp.239

Processi Duranti, Pontevici, et esteri. Indice di tutti li cognomi, e materie del tomo primo, opera del padre f. Clementi Zilioli Domenicano l’anno del Signore 1740, tomo II, Brescia.pp.152

Dall’ archivio dei conti Fè d’Ostiani gli Annali erano all’Ateneo di Brescia e nel maggio 1948 furono donati all’Archivio Storico Civico, fino a poco tempo fa depositato presso la Biblioteca Queriniana ed ora all’Archivio di Stato. Si tratta di due registri di grande formato che lo Zilioli scrisse in dieci mesi e che contengono un repertorio di atti privati con riassunto del contenuto di documenti dal XV al XVIII secolo.

[3] P. Guerrini, Archivi comunali, ecclesiastici e nobiliari del territorio bresciano, in “Rivista araldica”, Roma, 1941, a p.262 scrive che “l’archivio civico accoglie in donazione vari altri archivi privati e pubblici fra i quali l’Archivio dei conti Duranti di Palazzolo.” Di questo materiale, del quale non si conosce la collocazione, è probabile si sia servito lo Zilioli per i suoi Annali.

[4] R. Navarrini, L’Archivio della Congrega della Carità Apostolica di Brescia, Brescia, Ateneo,1988, pp.86-91,

Nelle buste da 170 a 180 è contenuto l’Archivio famiglia Durante e nella busta 358, filza F ci sono pergamene relative alla stessa famiglia. Nella busta 183 è conservato l’albero genealogico in cui sono elencati i maschi di dieci generazioni Duranti. Nella busta 172, c’é un “disegno dei beni Duranti” compilato nel 1676, con indicate le proprietà e le cascine della campagna compresa fra la Via Brescia e i confini di Cologne, Chiari e Pontoglio

[5] B. Faino, Delle famiglie nobili di Brescia, Cod. Queriniano C, I, 9 al n.16: “delli Duranti”, con 2 alberi genealogici.

[6] C. Zilioli, Annali, tomo II, p.5 sono indicati “alberi di Casa Durante”

[7] A. Lodrini, Cod. Queriniano P.I.7, foglio 147v, alberi genealogici Duranti.

[8] F. Chiappa, Alberi genealogici manoscritti, Arch. Chiappa Palazzolo, faldone 3

[9] Palazzolo, Archivio Parrocchiale S. M. Assunta, Registri parrocchiali: dei battesimi dal 1589, dei matrimoni dal 1589, dei morti dal 1675. Franco Vezzoli ha copiato tutti questi registri e poi li ha inseriti in un data-base consultabile presso la Fondazione Cicogna-Rampana.

Nei registri dei matrimoni (1589 – 1899), sono annotati 23 atti di maschi Duranti così suddivisi: 11 matrimoni dal 1602 al 1700, 7 dal 1701 al 1800, 5 dal 1801 al 1899. Per le femmine Duranti: 4 matrimoni dal 1589 al 1600, 23 dal 1601 al 1700, 10 dal 1701 al 1800, 5 dal 1801 al 1899, per un totale di n.42. Sono 65 sposalizi, fra i quali spicca quello del 14 ottobre 1764 di Livia Duranti, figlia del poeta Durante, a cui interviene il vescovo di Brescia, cardinale Molino.

[10] La Raccolta Maza-Brescianini, presso la Fondazione Cicogna-Rampana, è composta da sette faldoni. Nel faldone F le pergamene sono divise in quattro gruppi, il terzo ne comprende 13 relative ai Duranti Vedi anche i Regesti seicenteschi di atti contenuti nel Cod. Queriniano P.I.7, p.11 e pp.119-159.Si tratta di un centinaio di atti privati delle famiglie Duranti.

[11] F. Chiappa, Regesti di pergamene e di atti vari di pertinenza palazzolese dei secoli XIV-XV-XVI, Palazzolo,1971, p.61.

[12] F. Chiappa, Istituzioni, consuetudini e vita spicciola della popolazione palazzolese nel 1400, in “Voce di Palazzolo”, dal 25.5.1964 segg.

[13] F. Chiappa, Frammento del Liber massarie mensium septembris et octobris 1415, Palazzolo,1965, pp.48.

[14] F. Chiappa, Liber imbotaturarum bladorum grossorum terre palazoli anni 1417, Palazzolo,1967, pp.26.

[15] F. Chiappa, Nobiles e Cives vissuti a Palazzolo tra il 1347 ed il 1602, Palazzolo, 1969, pp.52

Vedi anche Brescia, Arch. Stato, Arch. Congrega, b.183 foglio volante con questo elenco:

In extimis magn.ae Civit.Brixiae existent in quadris et foliis infr. inter alios cives descriptos et extimatos reper. sequentes

1442, 4a johannis f.113, Bartholomeus de Durantis de Palazolo

1459, in civitat. vet. f.40, Jacobus q. Melchioris de Durantis et Joannes eius frat. de Palazolo

1469, in Palazolo f.58, Joannes de Durantis

1475, in Palazolo f.54, Joannes de Durantis

1486, in Palazolo f.57, Joannes de Durantis

1498, in Palazolo f.186, Joannes de Durantis

1517, in Palazolo f.74, Melchior q. Joannis de Durantis

1534, in Palazolo, f.96, Vincentius et fratr. q. Melchioris de Durantis

1548, in Palazolo, f.113, Vincentius et fratr. q. Melchioris de Durantis

1568, in civit. vet. f.122, Vincentius q. Melchioris de Durantibus et eius politia dicti anni f.435, reperiunt. Octavius aetatis annorum 23, Claudius aetatis annorum 21, filij d. Vincentij de Durantibus

1588, Va s. Faustini, f.22, Claudius q. Vincentij de Durantibus

Bertolamius et Vincentius fratr. q. Octavij q. Vincentij et pro bonis d.d. Hippolitae et Veronicae uxorum Claudij et Octavij respect.

1641, 2a Alexandri n.123, Vincenzo q.Ottavio Durante

1661, ut supra n.105, Rev.do Claudio canonico, Ottavio, Rev.do Aloisio canonico, Giulio, q. Vincenzo Duranti

[16] Liber provvisionum comunis Pallazoli, registro delle delibere comunali dal 28 dicembre 1459 al 4 maggio 1473. pp. 357, Bergamo, Biblioteca Civica, gabinetto, A 1/s,25, dono Gaffuri.

[17] C. Zilioli, Annali t.I, p.1

[19] P. Nassino, Registro di molte cose seguite scritte da domino Pandolfo Nassino nobile di Brescia, Cod. Queriniano C.I.15, cc.8-375.

 

Francesco Ghidotti