CHIESE ANTICHE DELLA NOSTRA TERRA

pubblicato il: 13 marzo 2009
da: La Voce di Palazzolo

In un suo articolo Elena Zani scriveva che la prima chiesa palazzolese potrebbe essere collocata già nel V-VI secolo.

Si trattava di un edificio formato da una sola aula lunga 16 metri e larga più di 12, a doppia abside concentrica. Tale forma è sopravvissuta fino all’età romanica, quando venne deciso il suo ampliamento. Per trovare un confronto architettonico con l’edificio palazzolese, si possono osservare i resti della chiesa preromana rinvenuti nella pieve della Mitria di Nave ed attribuiti al V secolo.

Sappiamo che il cristianesimo si era diffuso fra noi tra il V ed il VII secolo, durante la dominazione longobarda. Proprio tra la fine del V e l’inizio del VI, accanto alle chiese di Ghisalba e Telgate, nasce la prima chiesa di Palazzolo.

Alla dominazione longobarda (569-774) è fatto risalire l’oratorio dedicato a San Michele, esistente in fondo a via Prato, chiesa vicinale del villaggio Tolave (Tolari) sulla sinistra del torrente Rillo. Ampliando la cava Bosco è venuta alla luce recentemente una piccola necropoli medievale. In questa chiesetta fu stipulata nel 1156 la prima pace di Mura, fra Bresciani e Bergamaschi. La prima menzione della chiesetta è già in un documento dell’anno 917 che cita la località Prati di San Michele.

Altro oratorio, che ha lasciato nome a terreni nella zona ovest di Mura, era quello di San Vitale, che sorgeva lungo il torrente Tirna.

Lungo la via per Telgate c’era un altro antico oratorio dedicato a San Pietro “de Valico”, che precede di secoli l’odierna chiesetta della Madonna di San Pietro, presso il Cimitero.

In questo oratorio si concluse la seconda pace di Mura dell’anno 1198. Scomparve alla fine del Seicento.

Tutte queste cappelle passarono alle chiese di Palosco e Telgate quando vennero innalzate mura e scavati fossati per delimitare i confini bresciani di Mura.

Rimane irrisolto il problema di dove sia stata fondata, nel 1176, una chiesa di Santa Maria di Mura in Valle Calepio. Così recita un documento che racconta come Alberto da Chiuduno abbia giurato di aver visto il prevosto don Bonifacio, in rappresentanza della chiesa di Sant’Alessandro e don Francesco Rivola per quella di San Vincenzo di Bergamo, mentre con una verga marcava il luogo in cui doveva erigersi la Croce.

Durante le rogazioni nella Quadra di Mura, la processione, partendo dalla parrocchiale, andava a San Giovanni, a San Pietro e poi alla chiesa di San Giovanni del Cividino, così scrive don Vincenzo Rosa nel Settecento.


Francesco Ghidotti