EX ESTATE


 

Che è andata via l'estate lo sento dal profumo di astucci nuovi e di gomma da cancellare che circola per i vicoli e dal cicaleccio di studenti delle medie che camminano ciondoloni verso la scuola. 
Oppure che è finita l'estate lo vedo bene alla Rosta, oramai semi-deserta e silenziosa, dal fiume che in fondo se ne frega, o dai colori rossastri della vite canadese di via Fossette e dalle prime foglie gialle già pronte da calpestare sul viale del cimitero.
L'estate è proprio andata via: me lo dicono le mele cotogne e i melograni della Cicogna Rampana, i cachi prendono colore negli orti, i tigli sul lungofiume si spelano e le tinte dei tramonti ancheggiano sul ponte romano.
Le ultime rondini che si richiamano in gruppo di mattino presto sui fili della luce della piazzetta, le giornate che si accorciano e i nuovi lampioni che si accendono. 
E poi le mille bandiere ancora stese per la festa appena passata.

È andata via l'estate e anche qui, dentro, è suonata la campanella: fra poco imbrunisce presto, i compiti sono ancora da fare, calano le prime nebbioline.

Che voglia di castagne che ho.

(Pablo Incerti - Palazzolo 2023)